La tv statale russa difende Depardieu dall'accusa di stupro: "pubbliche relazioni o crimine?"

La reazione alle accuse nei confronti dell'attore francese con cittadinanza russa simili a quelle sollevate dal caso Weinstein, che aveva trovato tra i suoi difensori anche il presidente Putin

Gerard Depardieu

Gerard Depardieu

globalist 31 agosto 2018

Una società ancora troppo maschilista. Potrebbe leggersi così la corsa in difesa di Gerard Depardieu, accusato di stupro, da parte della tv statale russa. L'attore francese, con cittadinanza russa e grande fan del presidente Vladimir Putin, è indagato dalla procura di Parigi per "stupro e violenza sessuale". A denunciarlo è stata un'attrice di 22 anni lo scorso 27 agosto. Depardieu, 69 anni, si è subito detto innocente.
E sulla stessa linea si è schierata Rossia 24. "Public relations o crimine?", si è chiesto oggi un programma trasmesso dal canale televisivo e dedicato al caso Depardieu. E per difendere l'attore si è fatto ricorso ai cliché più scontati e banali. La trasmissione si domandava infatti perché la donna avesse sporto denuncia solo diverse settimane dopo le presunte molestie, avvenute in due differenti momenti, il 7 e il 13 agosto.
E ancora: "Chi l'ha trattenuta - ha detto alla tv russa l'avvocato Vadim Lyalin - dal denunciarlo già dopo la prima volta? La giovane stava forse provando a ricattarlo e non ottenendo quello che voleva, ha deciso all'ultimo di farsi così un po' di pubbliche relazioni?".
Depardieu ha ottenuto la cittadinanza russa nel 2013. La reazione in Russia alle accuse nei suoi confronti ricorda quella scatenata dal caso Harvey Weinstein, che aveva trovato tra i suoi difensori anche il presidente Vladimir Putin.