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Nel lager del New Mexico trovati anche i resti di un bambino

Nel compound vivevano anche 11 bimbi ridotti alla fame. I resti potrebbero essere quelli del piccolo Abdul-Ghani Wahhaj, 4 anni, scomparso a dicembre. Il padre era uno dei capi della baraccopoli

Il piccolo Abdul-Ghani Wahhaj rapito dal padre e portato nel lager del New Mexico
Il piccolo Abdul-Ghani Wahhaj rapito dal padre e portato nel lager del New Mexico

globalist

8 Agosto 2018 - 15.12


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Una storia terribile e sconvolgente. Sono stati rinvenuti nella baracca di Amalia, tra New Mexico e Colorado, i resti del piccolo Abdul, 4 annni non ancora compiuti, sparito dal dicembre scorso.

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Sembra l’epilogo drammatico della vicenda del gruppo di adulti e degli 11 bambini costretti alla fame e a vivere nella sporcizia in un gruppo di baracche. Una sorta di compound, protetto con filo spinato e vetri, scoperto dalle autorità dopo le segnalazioni dei vicini.

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Solo pochi giorni fa i funzionari dello sceriffo hanno trovato il gruppo di 11 bambini affamati, e poi i resti di un bambino abbandonati sul terreno. Con i piccoli vivevano anche anche due uomini e tre donne, le loro madri, che sono stati arrestati dopo il raid di venerdì. Si sta ora accertando se i resti ritrovati ieri siano quelli di Abdul-Ghani Wahhaj, che aveva 3 anni a dicembre quando scomparve, e avrebbe compiuto 4 anni proprio ieri. La polizia dice che suo padre lo aveva portato in dicembre da sua madre a Jonesboro, in Georgia, e da allora se ne erano perse le tracce. Il padre del piccolo, Siraj Ibn Wahhaj, è tra gli arrestati e secondo le testimonianze aveva intenzione di eseguire un esorcismo su suo figlio per “liberarlo dal demonio”. 

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