Facebook lancia il sospetto: interferenze russe sulle elezioni del 4 marzo

Denuncia del capo della sicurezza Alex Stamos: si ipotizza un collegamento diretto con i troll russi attivi su Twitter

Troll

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globalist 5 agosto 2018

Un Russiagate in salsa italiana a beneficio dell’estrema destra e più in generale dei populisti: la denuncia arriva dallo stesso capo della sicurezza di Facebook, Alex Stamos. Il sospetto è che le interferenze russe sulle elezioni politiche italiane del 4 marzo siano avvenute anche sul colosso di Menlo Park, sotto forma di fake news, oltre che su Twitter. Il fronte delle ingerenze degli hacker di Mosca sul voto nel nostro Paese rischia quindi di allargarsi anche al più popolare dei social network.

Lo riporta La Stampa, sulla base di alcune segnalazioni riguardanti pagine che avrebbero diffuso fake news e post di propagande per influenzare il dibattito politico.
L'attenzione dell'intelligence si potrebbe quindi allargare da Twitter, la piattaforma più utilizzata per l'informazione, a Facebook, quella più diffusa in termini di utenti e quindi maggiormente "efficace".
S
otto la lente degli esperti ci sarebbe in particolare l'account Petertaddeo00, nato per la promozione di un libro e passato, già durante la campagna per il referendum costituzionale del 2016, a diffondere fake news e propaganda in italiano. Prova ne sarebbe l'acquisto di pubblicità sul social fondato da Mark Zuckerberg, oltre all'utilizzo di materiale grafico simile a quello scoperto dagli investigatori Usa nell'ambito proprio di interferenze straniere, compresi contenuti a sfondo religioso. Tra il materiale condiviso, post sulla candidata alle presidenziali francesi Marine Le Pen e su Vladimir Putin, pubblicati in italiano.
Sempre secondo La Stampa, gli investigatori che hanno segnalato la pagina (ora non più accessibile) non hanno ancora la certezza di un collegamento diretto con i troll russi diffusi su Twitter, ma la prassi di disinformazione sarebbe analoga. Tra le ipotesi anche quella di una rimozione dell'account imposto da Facebook. A maggio era stato Stamos a indicare l'Italia come ambito nel quale il suo team di sicurezza aveva notato tecniche per l'interferenza nei processi democratici, con l'individuazione di "hoaxes" (bufale), bloccati per evitare la diffusione di informazioni non corrette; lavoro effettuato dal social network con la collaborazione con il sito Pagella Politica, specializzato nel fact-checking (la verifica dei fatti e delle notizie).