La Grecia conta i morti, per ora sono 86. Si cerca casa per casa

Alcuni corpi sono caricati sui furgoni delle pompe funebri nelle bare, altri in sacchi di plastica perché si tratta solo di un mucchio di resti umani.

Incendi in Grecia

Incendi in Grecia

globalist 27 luglio 2018

Sono stati esaminati "tutti i resti" delle "86 persone" morte negli incendi in Grecia. Lo annuncia il capo dello staff medico nell'obitorio di uno dei principali ospedali di Atene. Sul posto, ha constatato l'inviato, continua il calvario dei parenti, che arrivano per portar via le salme dei propri cari, o per iniziare la procedura di identificazione del Dna. Alcuni corpi sono caricati sui furgoni delle pompe funebri nelle bare, altri in sacchi di plastica perché si tratta solo di un mucchio di resti umani.


Fuoco, fulmini e fango: non c'è tregua per Atene e l'Attica, dove si continuano a contare i morti uccisi dagli incendi, si cercano i dispersi casa per casa, e dove il sole cocente è stato oscurato da nubi scure cariche di pioggia che ha inondato alcuni quartieri della capitale. Auto distrutte, tombini esplosi, ora è anche emergenza temporali. 


L'Armageddon di fuoco greca ha distrutto oltre 1.200 case, ora inabitabili, e spezzato le vite di intere famiglie. Tra queste c'è quella del papà delle due gemelle di 9 anni, scomparse lunedì nella zona di Rafina. "Purtroppo deve aspettarsi il peggio", hanno annunciato tragicamente le autorità. Ora la famiglia  "è in attesa dei risultati del Dna" sui cadaveri rinvenuti fino a giovedì.


L'uomo aveva scatenato una vera 'caccia all'uomo' dopo aver visto un fotogramma nel quale pensava di aver riconosciuto le figlie, salve a bordo di un battello della Guardia Costiera, insieme a una coppia. Si era temuto un rapimento. Poi è spuntato un altro papà, che con le lacrime agli occhi ha spiegato all'uomo che le due bambine erano le sue.


A Mati, epicentro della tragedia a est di Atene con il maggior numero di morti, volontari e vigili del fuoco cercano ancora nelle case. "I soccorritori non sono potuti ancora entrare in alcune case", ha avvertito la portavoce dei vigili del fuoco, Stavroula Malliri. "Siamo vicini alle famiglie, assicuriamo che la ricerca non si fermerà". Intanto però scoppia la polemica politica: fonti vicine al governo, sotto il fuoco trasversale delle accuse per i ritardi nei soccorsi, definiscono la località balneare "la capitale dell'abusivismo". Negli anni i precedenti governi hanno concesso sanatorie in un'area che secondo gli ispettori del ministero dell'Ambiente andava invece protetta. Le case e le varie proprietà si sono mangiate ogni pezzo di bosco, ogni accesso al mare, ogni singolo centimetro di spiaggia. "Con quel vento e con quel calore che ha spazzato via tutto in pochi minuti c'era poco da fare", sentenziano amari in molti.


A Kineta, a ovest di Atene, teatro di giganteschi incendi che hanno divorato colline e montagne, oltre 200 vigili del fuoco sono finalmente riusciti a domare le fiamme. In giornata rimanevano pochi focolai, i mezzi erano tutti in pattugliamento, con gli elicotteri a sorvolare dall'alto e lanciare acqua sulle pinete. Poi è arrivata altra acqua: violenti temporali si sono abbattuti su tutta l'area. Ad Atene diversi quartieri sono stati allagati, e in quello di Kifisia decine di auto sono accatastate una sopra l'altra, come fosse passato uno tsunami. Ovunque ancora i vigili del fuoco, nuovi eroi greci, che hanno soccorso decine e decine di automobilisti intrappolati. Si guardano le montagne, si prega che i fulmini non scatenino un'altra Apocalisse.