La minaccia invisibile delle donne dell'Isis

Uno studio del King's College mette in allerta: non sottovalutiamo il pericolo che rappresentano le donne del califfato

Donne del califfato

Donne del califfato

globalist 23 luglio 2018

Secondo una ricerca condotta dal King's College di Londra, c'è un grave pericolo di sottovalutare l'importanza che le donne possono avere nelle fila dello Stato Islamico. Secondo le ricercartrici Joana Cook e Gina Vale, la caduta del califfato avvenuta lo scorso anno ha portato l'Isis ha ripensare il ruolo delle donne, che sempre più spesso imbracciano le armi. Non solo: in Inghilterra il numero di foreign fighters femminili è sempre maggiore, così come quello dei minori. Tra il 2013 e il 2018, il 13% del totale dei cittadini inglesi convertitisi all'Islam e che si sono uniti alle fila dell'Isis è composto da donne, mentre il 12% da minori. Quasi un 30% di persone pericolose che il governo sta ignorando, spesso per mancanza di informazioni. 
Le donne infatti, sebbene non sia raro che impugnino le armi, sono più insospettabili e svolgono di solito un lavoro di reclutamento. E lo Stato Islamico, da parte sua, è restio a mostrare immagini di donne, proprio per renderle più invisibili e più pericolose. 


L'Europol fa notare che 96 donne sono state arrestate per terrorismo nel 2014, 171 nel 2015 e 180 nel 2016. E c'è anche un'altra questione da considerare: le donne sono spesso "spose della jihad", ossia sposate a uomini del califfato. Spesso è proprio questo il motivo per cui si sono unite all'Isis in primo luogo. Cosa sappiamo dei figli nati da questi matrimoni? La ricerca stima che ci sono almeno 730 bambini (solo in riferimento all'Inghilterra) nati da coppie internazionali, addestrati fin da neonati e spesso irrintracciabili.