Allo stremo, senza cibo né medicine: l'odissea della Sarost

Al largo delle coste della Tunisia una nave mercantile sta finendo il cibo per sfamare i 40 migranti a bordo, tra cui una donna incinta e tre bambini

I migranti a bordo della Sarost 5

I migranti a bordo della Sarost 5

globalist 21 luglio 2018

Una nave da rifornimento battente bandiera della Tunisia che ha salvato 40 migranti è bloccata da domenica scorsa in un limbo a largo della Costa della Tunisia. Né l'Italia, né Malta, né la stessa Tunisia infatti hanno ancora dato l'autorizzazione all'attracco in uno dei loro porti. Il sito Infomigrants si è messo in contatto con la nave per controllare le condizioni a bordo. 


Samuel (nome di fantasia) è a bordo della nave, chiamata Sarost 5, e ha parlato chiaramente: "siamo esausti".


I migranti a bordo hanno lasciato la Libia lo scorso 11 luglio, in un tentativo di raggiungere l'Europa a bordo di un barcone di legno. Dopo cinque giorni in mare "senza bere né mangiare" racconta Samuel, il barcone si è rovesciato, fortunatamente nei pressi di una stazione petrolifera tunisina, gestita dalla compagnia Miskar. Gli uomini della piattaforma hanno aiutato i migrant e li hanno trasferiti sulla Sarost 5. Tra di loro ci sono 8 donne e tre bambini. 


Lì sono cominciati i problemi: inizialmemte la nave aveva ricevuto l'autorizzazione dalla Tunisia per attraccare al porto di Sfax, autorizzazione poco dopo revocata. Stessa cosa per il porto di Zarzis, dove hanno tentato di atraccare senza autorizzazione, senza successo. Da domenica, la nave è in mare aperto, abbandonata a sé stessa. 


Il Ftdes, Centro tunisino per l'economia e i diritti sociali, ha confermato la storia di InfoMigrants e ha aggiunto che "la Tunisia si rifiuta di accogliere i migranti perché ha paura che l'Europa cominci a indicarla come porto sicuro". È una diretta conseguenza della decisione dell'Italia di chiudere i porti, ha aggiunto. 


Ma nel frattempo, la situazione sulla nave è sempre più critica: l'equipaggio al momento sta condividendo le scorte alimentari con i migranti, ma i problemi non riguardano solo il cibo: a bordo c'è una donna incinta di 6 mesi e un uomo gravemente ferito. Non ci sono servizi igienici a sufficienza per tutti. 


"Possiamo solo aspettare e pregare" ha detto Samuel. Pregare che qualcuno, in Europa, dimostri un po' di umanità.