May allo sbando fa la voce grossa: stop agli europei che vengono a cercare lavoro

Brexit: il tentativo estremo della premier britannica di restare il sella ai conservatori dopo gli abbandoni dei due ministri Davis e Johnson

Theresa May

Theresa May

globalist 12 luglio 2018

Gli ultimi colpi di coda di un governo allo sbando: quello di Theresa May che pur di rialzare la testa dopo la fuga dei due ministri Davis e Johnson, alza la voce. "Non sarà più permesso alle persone di arrivare dall'Europa nella remota possibilità che possano trovare un lavoro". Così su Facebook. "Accoglieremo sempre - aggiunge - i professionisti qualificati che aiutano la nostra economia a prosperare, dai dottori alle infermiere, agli ingegneri e agli imprenditori ma, per la prima volta da decenni, avremo il pieno controllo dei nostri confini".
Il piano elaborato dal governo britannico per la Brexit la settimana scorsa "significa la fine della libertà di movimento? Potremo siglare i nostri propri accordi commerciali? E il Regno unito sarà al di fuori della giurisdizione della Corte europea? Sono lieta di dire che le risposte sono molto semplici: sì, sì e sì". Un modo per ribadire le rassicurazioni fatte negli ultimi giorni di fronte alle contestazioni interne dei falchi euroscettici e ribadite ancora ieri a Bruxelles.
I media intanto sono concordi nel tratteggiare un governo ancor "più fragile e vulnerabile". Ma senza sottovalutare le possibilità di sopravvivenza di May.
Su di lei, notano diversi commentatori, continua a pesare la spada di Damocle di una possibile mozione di sfiducia (i 48 deputati Tory sufficienti a formalizzare una sfida alla sua leadership sulla carta ci sono e la dura lettera di dimissioni di Johnson pare incoraggiarli).
E tuttavia la resa dei conti potrebbe essere rinviata, nel timore di spianare la strada a elezioni anticipate e a una vittoria del Labour di Jeremy Corbyn. Anche se, nel frattempo, osservano altri, la corrente dei 'brexiteers' resta in grado di far mancare la maggioranza su qualunque provvedimento.