Ergastolo per la leader neonazista: è accusata di 10 omicidi razzisti

Beate Zschaepe, unico membro in vita della Nsu, è stata giudicata responsabile di una serie di omicidi a sfondo razziale, due attentati dinamitardi e 15 rapine

Beate Zschaepe

Beate Zschaepe

globalist 11 luglio 2018

È stata giudicata colpevole e condannata all'ergastolo Beate Zschaepe, 43 anni, la terrorista di destra ancora in vita della cellula neonazista Nsu, sotto processo da 5 anni in Germania. Lo ha deciso il tribunale di Monaco, in una sentenza attesa con grande interesse dall'opinione pubblica tedesca e dalla stampa internazionale.
Il gruppo era accusato di 10 omicidi a sfondo razziale di cittadini turchi e greci e di una poliziotta tedesca, e di due attentati dinamitardi con decine di feriti e circa 15 rapine. I crimini sono stati commessi fra il 2000 e il 2007.
Sotto processo c'erano anche altri 4 imputati, tutti condannati. Ralf Wohlleben dovrà scontare una pena di dieci anni di carcere per aver procurato le armi alla cellula criminale neonazista ed essersi reso corresponsabile dei delitti.
Condannato a tre anni di detenzione Holger G., a due anni e sei mesi Andrè E.. Carsten S. dovrà invece scontare tre anni di carcere minorile. 
Non ci sono indizi che Beate Zschaepe, principale imputata, abbia partecipato materialmente agli omicidi, ma per i giudici "era a conoscenza di tutto, ha condiviso gli atti e a suo modo ha collaborato e co-guidato la cellula.
Con la sentenza di oggi, si chiude uno dei processi più lunghi del dopoguerra tedesco, ma ci si attende che gli avvocati degli imputati impugnino il giudizio e ne chiedano la revisione davanti alla Corte federale. I difensori della donna avevano chiesto che Zschaepe fosse rilasciata a piede libero, affermando che non fosse né un'assassina, né un'attentatrice. "Vi prego, non giudicatemi in rappresentanza di qualcosa che non ho voluto, né commesso", aveva chiesto lei stessa, rivolgendosi ai giudici.
Il tribunale di Monaco ha anche privato la 43enne della possibilità di chiedere la libertà condizionale per 15 anni, a causa della "particolare gravità" delle sue colpe.