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"Aprite i porti alle ong, salvano vite": il Consiglio d'Europa contro i paesi Ue

Strasburgo critica le decisioni sui flussi migratori dei singoli paesi: "Hanno trasformato un fenomeno gestibile in una questione molto controversa"

"Lasciare usare i porti alle ong, salvano vite": il Consiglio d'Europa contro i paesi Ue
"Lasciare usare i porti alle ong, salvano vite": il Consiglio d'Europa contro i paesi Ue

globalist

5 Luglio 2018 - 10.53


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Le ong svolgono un ruolo cruciale e dovrebbero essere libere di utilizzare i porti per le operazioni di salvataggio e per aiutare i migranti. E’ il riconoscimento all’azione umanitaria e al lavoro delle organizzazioni non governative della commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Dunja Mijatovic, che critica le conclusioni del Consiglio europeo e le decisioni sui flussi migratori prese dai singoli Paesi dell’Ue.
“L’attuale approccio degli stati all’arrivo di rifugiati e migranti – ha affermato Mijatovic – ha trasformato un fenomeno gestibile in una questione molto controversa, e questo ha causato immense sofferenze e difficoltà a migliaia di persone che cercavano la nostra protezione”.
“Qualsiasi approccio alla migrazione nel Mediterraneo – ha proseguito la commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa – dovrebbe garantire un sistema dotato di risorse sufficienti e pienamente operativo per salvare vite umane in mare. Le tragedie recenti che provocano centinaia di vite perse dovrebbero ricordarci l’urgenza di agire. In questo contesto, le ong svolgono un ruolo cruciale e dovrebbero essere libere di utilizzare i porti e altre strutture per le operazioni di salvataggio e per aiutare i migranti”.
“Purtroppo – ha sottolineato ancora Mijatovic – un certo numero di stati membri del Consiglio d’Europa stanno ostacolando il lavoro delle ong, mettendo in pericolo la vita di molte persone. Quando gli Stati membri coordinano le operazioni di salvataggio, dovrebbero fare pieno uso delle capacità di ricerca e di salvataggio disponibili, compresa quella delle navi delle ong. Le autorità di coordinamento dovrebbero garantire che le istruzioni impartite nel corso delle operazioni di salvataggio rispettino pienamente i diritti umani dei migranti soccorsi, anche impedendo loro di trovarsi in situazioni in cui il loro diritto alla vita sarebbe minacciato o in cui verrebbero sottoposti a tortura, a trattamenti inumani e degradanti o privazione arbitraria della loro libertà”.
Mijatovic indica che in qualsiasi luogo di sbarco, che sia dentro o fuori l’Europa, bisogna assicurare il rispetto del diritto al non respingimento, condizioni adeguate d’accoglienza, e che le persone non siano automaticamente private della libertà di movimento.
Per la commissaria, inoltre, “le cooperazioni esterne per la gestione dei flussi migratori devono essere trasparenti e rendicontabili, inclusa la proposta sulle piattaforme regionali per gli sbarchi”. Inoltre Strasburgo chiede che tutte le soluzioni messe in atto siano monitorate da organismi indipendenti ed efficaci per valutare il rispetto di tutte le norme relative ai diritti umani.
“Le conclusioni del Consiglio europeo, adottate di recente, ma anche le decisioni sui flussi migratori prese a livello nazionale -ha concluso la commissaria Mijatovic – sollevano numerose preoccupazioni che gli stati europei devono risolvere per onorare gli obblighi contenuti nei trattati internazionali sul rispetto dei diritti umani che hanno sottoscritto. Se i paesi hanno il diritto di controllare i loro confini e garantire la sicurezza, questo però non può avvenire violando i diritti umani. E’ dunque arrivato il momento di mettere al centro delle politiche migratorie e d’asilo i diritti umani di migranti, rifugiati e chi chiede protezione, ma anche il principio di condivisione delle responsabilità”.

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