Tunisi ha la sua prima sindaca: una stupenda novità per una capitale araba

Souad Abderrahim dedica la vittoria storica a tutte le tunisine: 53 anni, farmacista, eletta nella file del partito islamico moderato Ennhadha il 6 maggio scorso

Souad Abderrahim

Souad Abderrahim

globalist 4 luglio 2018

Tunisi ha la sua prima sindaca, una novità assoluta per una capitale araba. Souad Abderrahim, 53 anni, farmacista, eletta nella file del partito islamico moderato Ennhadha il 6 maggio scorso, è stata confermata dal voto dei consiglieri comunali che nello scrutinio decisivo l'hanno preferita a Kamel Idir, del partito laico Nidaa Tounes. "La mia elezione dimostra che le donne sono capaci di stare al primo posto. Dedico questa vittoria alla Tunisia e al successo delle donne tunisine", ha esultato la neo sindaca, definendo quello di oggi "un evento storico in grado di rischiarare l'immagine" della Tunisia "sulla quale si posano gli occhi del mondo". Essere la prima donna sindaco di Tunisi "è una grande responsabilità", ha ammesso, assicurando che manterrà le promesse della campagna elettorale. Per la neo sindaca, "tutti i partiti saranno rappresentati ai tavoli, le azioni saranno collettive, risultato di un lavoro di squadra". E il programma della nuova giunta comunale "sarà realistico e ambizioso". Abderrahim, che non porta il velo pur essendo di Ennhadha e indossa spesso il tailleur, aveva puntato tutto sulla lotta alla discriminazione di genere. Ha precisato più volte di essere "indipendente", né di destra né di sinistra, con posizioni però, in particolare sulla famiglia, molto chiare e tradizionaliste.
    Sposata con due figli, nel 2014 ha ottenuto l'onorificenza di cavaliere dell'Ordine al merito tunisino.
    Le ultime elezioni comunali tunisine hanno registrato una bassa partecipazione al voto, ma sono state un successo per le donne. In Tunisia solo un elettore su tre, il 34%, è andato a votare per le prime comunali a sette anni dalla Rivoluzione dei gelsomini, ma chi lo ha fatto ha premiato spesso le candidate nelle urne: circa il 47% di loro siede nei consigli comunali delle città del Paese e in molti casi sulla poltrona di sindaco.
    Ma 'conquistare' Tunisi, ovviamente, diventa emblematico. E non è solo merito delle quote rosa, che imponevano il 50% di componenti di sesso femminile in lista, ma anche della loro determinazione nell'imporsi in un mondo tradizionalmente maschilista.
    Le elezioni municipali sono state pubblicizzate come una pietra miliare nella transizione della Tunisia alla democrazia dopo decenni di dominio autoritario conclusi nella rivolta del 2011 che ha rovesciato l'ex presidente Ben Ali.