Top

Vertice sui migranti, Conte pronto a mettere il veto. Merkel: questione vitale

Se i 27 non dimostrano solidarietà e condivisione, salta tutto. Il governo mostra i muscoli, dunque, e per ridimensionare l'allarme-populismo più volte lanciato da diversi leader europei

Merkel
Merkel

globalist

28 Giugno 2018 - 07.28


Preroll

“La migrazione potrebbe diventare una questione esistenziale dell’Europa”. Lo ha detto Angela Merkel oggi al Bundestag, in vista del vertice europeo di oggi. “O la gestiamo o nessuno crederà più al nostro sistema di valori”. Poi ha aggiunto: “L’Italia ha diritto a che il fondo fiduciario per il Nordafrica venga finanziato meglio. E qui mancano i soldi. E questo va migliorato. Non possiamo lasciare soli i Paesi in cui si verifica la maggior parte degli arrivi. Questo è il nodo centrale del regolamento di Dublino 3”. La cancelliera ha anche sottolineato che “chi chiede asilo non può scegliersi il Paese in cui chiederlo”. Quindi Merkel ha aggiunto: “fino a quando su tutto questo non ci sarà un consenso a 28 andremo avanti con una coalizione dei volonterosi”. “Domenica scorsa nel vertice a 16, tutti gli Stati hanno sottolineato che la dimensione esterna nel problema migrazione è la più importante”, ha detto Merkel. Ma c’è anche molta attenzione ai movimenti secondari: “li dobbiamo regolare e guidare meglio”. La cancelliera ha sottolineato che per far fronte ai flussi migratori, oggi peraltro molto ridotti in Germania, ha fatto anche presente, si debba ricorrere a “misure nazionali ed europee”. Alle prese con una crisi di governo esplosa proprio sulle politiche di accoglienza – una sorta di regolamento di conti rispetto alla decisione del 2015 di aprire le porte a un milione di profughi provenienti dalla rotta balcanica – Merkel ha difeso la scelta di allora: fu un gesto umanitario, “in una situazione eccezionale, che ora come allora ritengo sia stato giusto”. La cancelliera ha anche rimarcato che questo aiutò ad alleggerire il carico di altre nazioni europee.

OutStream Desktop
Top right Mobile

La posizione dell’Italia si presenta al vertice europeo compatta e pronta a giocarsi la carta estrema del veto se non verrà messo nero su bianco che tutti i Paesi dovranno condividere la responsabilità dei salvataggi in mare dei migranti. Il ‘modello Lifeline’ non dovrà restare un unicum, ma diventare un caso spartiacque. Del resto il premier Giuseppe Conte, riferendo in Parlamento prima di partire per Bruxelles, lo ha detto chiaramente: sui migranti “sono in gioco i valori dell’Europa unita”.

Middle placement Mobile

Se i 27 non dimostrano solidarietà e condivisione, salta tutto. Il governo mostra i muscoli, dunque, e per ridimensionare l’allarme-populismo più volte lanciato da diversi leader europei, Macron in testa, precisa subito che “l’Italia farà la sua parte” e che l’esecutivo gialloverde, nonostante le differenze emerse in più occasioni nella sua compagine, questa volta arriva a Bruxelles compatto e pronto a parlare “con una voce sola, ferma e risoluta”. Lo ha scandito chiaramente Conte, prima alla Camera e poi al Senato, aggiungendo che il vertice arriva in un momento in cui “è sempre più evidente l’urgenza di rispondere agli aspetti reali della vita del cittadino con proposte concrete, senza tentennamenti e paure”. E lo ha ribadito Matteo Salvini: “Abbiamo finalmente una proposta italiana. Sarà il Consiglio europeo dove l’Italia va a sottoporre agli altri le sue proposte, non a commentare quelle degli altri. Questo è un cambiamento radicale mai vissuto negli ultimi anni”. Uniti dunque sugli obiettivi, mentre resta il doppio binario sulla comunicazione, quello più pacato e incline alla trattativa di Conte e quello più bellicoso del leader del Carroccio dall’altra. Che anche oggi è tornato ad attaccare il presidente francese. “Macron fa il matto perché è ai minimi della popolarità nel suo Paese – ha detto – la carezza al Papa è una cosa che non si è mai vista”. E poi ancora in un’intervista alla Cnn: “Macron parla di valori, ma è lui stesso il primo a non riconoscerli e perciò non ha lezioni da dare all’Italia”. Ma l’obiettivo di fondo dell’Italia è quello di aggirare il regolamento di Dublino, definito da Conte “inadeguato”, visto che è ormai chiaro, come hanno sottolineato fonti europee, che da questo vertice non usciranno novità su una sua riforma. 

Dynamic 1
Native
Box recommendation

Articoli correlati

Outofpage
WebInterstitial Mobile