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L'italiana fermata in Turchia è libera: "Volevano intimorire gli altri osservatori"

Cristiana Cattafesta, osservatrice politica per l'Hdp, è stata accusata di essere una fiancheggiatrice del Pkk e di fare propaganda terroristica. E' stata rilasciata dopo una notte in carcere

Elezioni in Turchia
Elezioni in Turchia

globalist

25 Giugno 2018 - 15.33


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E’ libera l’italiana fermata in Turchia. La donna, Cristiana Cattafesta si trovava nella nazione presieduta da Erdogan per svolgere attività di osservazione elettorale per il principale partito filo-curdo del Paese, l’Hdp.

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A Radio Capital, ha raccontato: “Me la sono cavata con poco. Una notte in carcere, dove sono stata trattata benissimo. Hanno montato un caso per niente: durante un normale controllo di polizia per strada, hanno visto sul mio profilo Facebook una bandiera del Pkk e mi hanno accusato di fare propaganda terroristica. Mi hanno accusato di connessioni con il Pkk. Gli ho detto – continua Cattafesta alla radio – che non era vero, e che il fatto di pubblicare foto su Facebook non è un crimine”. “Li ho sfidati, gli ho chiesto di cercare sulle mail o sul mio cellulare una prova che io abbia un contatto anche lontanissimo con una persona legata al terrorismo. Non sono stati in grado di farlo”, prosegue l’italiana. “Secondo me volevano creare un caso politico dal niente, volevano intimidire eventuali osservatori internazionali”. E adesso? “Aspetto la decisione dell’ufficio immigrazione. Mi diranno se verrò espulsa subito oppure se, semplicemente, non potrò rientrare nella regione di Batman”.

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