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La Turchia ferma tre italiani: osservavano le elezioni nel Kurdistan

In totale sono stati fermati dieci cittadini stranieri. Tra loro anche una delegazione del Pcf guidata dalla senatrice Christiane Prunaud

Elezioni in Turchia
Elezioni in Turchia

globalist

24 Giugno 2018 - 14.25


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No, il Kurdistan no. Nella Turchia di Erdogan chiunque si azzardi a mettere il becco sulle questioni turche finisce in galera, spesso con l’accusa di terrorismo: la polizia turca ha fermato 10 cittadini stranieri, tra i quali quattro italiani, nelle province curde. Lo scrive l’agenzia di stampa di stato Anadolu, per la quale gli arrestati volevano osservare le elezioni pur non avendo l’accredito dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa.
Il ministero dell’Interno ha riferito che gli arrestati sono tre francesi ad Agri, tre tedeschi a Sirnak, tre italiani a Diyarbakir e un altro italiano a Batman. Contro di loro, scrive Ahval, sono state avviate procedure legali.
Secondo Anadolu, gli stranieri si sono presentati come osservatori e hanno “tentato di interferire con le elezioni”.
I tre francesi arrestati sono componenti di una delegazione del Partito comunista transalpino, guidata dalla senatrice Christiane Prunaud, anche lei fermata.
“Il potere turco – ha affermato il Pcf in un comunicato – vuole schiacciare tutte le voci che denunciano le frodi massicce in corso, in particolare veicolando su Twitter che ‘i membri della delegazione sarebbero dei falsi osservatori che tentavano di manipolare le elezioni'”.

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