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Medicinali in cambio di sesso: nuove accuse a Medici senza frontiere

L'ong ancora nel mirino: a compiere gli abusi su prostitute africane non sarebbero stati né i medici né gli infermieri ma il personale logistico incaricato di gestire campi

Medicinali in cambio di sesso: nuove accuse a Medici senza frontiere
Medicinali in cambio di sesso: nuove accuse a Medici senza frontiere

globalist

21 Giugno 2018 - 12.25


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Medici Senza Frontiere è di nuovo sotto i riflettori internazionali: dopo l’autodenuncia del febbraio scorso per casi di abusi sessuali all’interno dell’organizzazione, alcuni membri del personale addetto alla logistica sono accusati adesso da alcune ex dipendenti di aver pagato prostitute in vari paesi africani e in alcuni casi di aver ottenuto prestazioni sessuali in cambio di medicinali.
A denunciare i nuovi abusi è stato il programma della Bbc Victoria Derbyshire che ha raccolto le testimonianze di un gruppo di ex dipendenti femminili di Msf che hanno parlato di comportamento “diffuso” nella Ong in Africa. A compiere gli abusi non sarebbero stati né i medici né gli infermieri, ma il personale logistico incaricato di gestire i campi della ong.
Una testimone ha affermato che un collega avrebbe barattato farmaci in cambio di sesso mentre un’altra ha riferito di aver visto un membro anziano del personale portare le ragazze agli alloggi di Msf in Kenya.
“Le ragazze erano molto giovani – ha detto – e si vociferava fossero prostitute. Era implicito che fossero là per fare sesso. Il mio collega, che soggiornava nella stessa residenza per un lungo periodo, riteneva che questo fosse un evento normale”.
Un’altra dipendente ha riferito di un collega in Liberia che si vantava di dare medicine a “ragazze facili” in cambio di sesso. “L’uso di prostitute locali – ha aggiunto un’altra lavoratrice, che ha seguito pazienti affetti da HIV nell’Africa centrale – era diffuso”.
Medici senza frontiere si difende. L’ong, che ha detto di aver bisogno di maggiori informazioni per avviare indagini, ha sottolineato di non tollerare “l’abuso, la molestia o lo sfruttamento” e che il ricorso a prostitute è vietato dall’organizzazione che ha un severo codice di condotta.

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