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Calcio, Parma a processo per tentato illecito: a rischio la serie A

E' l'accusa mossa dalla procura della Figc dopo la chiusura delle indagini sugli sms dei giocatori del club emiliano Calaiò e Ceravolo ad alcuni colleghi dello Spezia

Calcio, Parma a processo per tentato illecito: a rischio la serie A
Calcio, Parma a processo per tentato illecito: a rischio la serie A

globalist

20 Giugno 2018 - 13.06


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Appena promosso in serie A il Parma rischia di perdere la massima serie. La squadra, assieme ai suoi giocatori Emanuele Calaiò e Fabio Ceravolo, è stata deferita per tentato illecito dal Procuratore della Figc Giuseppe Pecoraro. L’inchiesta ruota intorno agli sms inviati dai due calciatori del Parma ai colleghi dello Spezia prima dell’ultima gara di campionato. La Procura ha chiuso oggi le indagini, comunicando la violazione dell’art. 7 agli interessati, aprendo così l’iter per il deferimento. In caso di sanzione, il Parma rischia la serie A.
L’inchiesta della Procura federale riguarda la partita Spezia-Parma del 19 maggio scorso terminata 2-0 per gli emiliani (in gol Ceravolo e Ciciretti), match che ha permesso alla squadra allenata da Roberto D’Aversa, complice il pari del Foggia a Frosinone, di conquistare la serie A. Nei giorni precedenti la sfida Calaiò e Ceravolo mandarono dei messaggi a due giocatori dello Spezia, Filippo De Col e Alberto Masi. “Non ci spaccare le gambe…”, sarebbe il testo di uno degli sms. A questi messaggi i due giocatori dello Spezia non hanno risposto, ma hanno subito informato la società e la Procura Federale.
Adesso si attende il processo. L’eventuale sanzione sarebbe “afflittiva”, da scontare nel campionato appena concluso, e il Parma potrebbe perdere la serie A.
Sconcertata per il deferimento la società, come spiegato in un lungo comunicato del Parma Calcio 1913. Il club emiliano continua a ritenere che “testo e tenore dei messaggi in questione non possano integrare una fattispecie così grave, confidando che chi dovrà giudicare lo farà nel rispetto delle norme, della giustizia e del buon senso”.
Il Parma chiede espressamente che, “come sono stati resi pubblici molti dettagli delle indagini, possano essere resi pubblici dalla giustizia sportiva, da subito o al termine del procedimento, anche i testi dei messaggi in questione, affinché tutti gli sportivi italiani possano avere contezza del tenore degli stessi”.
“Già nel recente passato – si legge ancora nella nota – il Parma Calcio ha dovuto sopportare danni di immagine notevoli in ordine ad accuse infamanti rivelatesi infondate, senza ricevere alcuna tutela. Nelle ultime settimane sta inoltre assistendo ad un crescendo di dichiarazioni aggressive e insinuanti da parte di tesserati e dirigenti di altre società, senza che nessuno abbia mai censurato questi comportamenti o mosso un dito”.

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