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Erdogan non si ferma: dopo Afrin i militari turchi vanno a Manbij

La campagna sempre più aggressiva del presidente turco che ha annunciato il pattugliamento della regione di Manbij che era stata liberata dai curdi del Ypg

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La liberazione di Manbji fatta dai curdi di Ypg e Ypj

globalist

18 Giugno 2018


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Aveva annunciato linea dura contro i curdi del Nord della Siria. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan sta drammaticamente continuando a mantenere le promesse: è iniziato il pattugliamento della regione di Manbij, località strategica nel nord della Siria a ovest del fiume Eufrate e a circa duecento chilometri da Afrin, già oggetto di bombardamenti e azioni militari contro i curdi da gennaio scorso; qui finora erano presenti le milizie curde del Ypg, alleate di Washington nella lotta all’Isis ma considerate terroriste da Ankara.

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Accanto alle forze armate turche ci sono i soldati americani. 

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Ad annunciarlo è stato lo stesso Erdogan durante un comizio a Samsun, sul Nero, a pochi giorni dal cruciale voto anticipato di domenica prossima. “Abbiamo detto che le organizzazioni terroristiche sarebbero state cacciate da lì. Hanno iniziato a essere cacciate. Il pattugliamento è cominciato”.

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L’operazione, frutto di un complesso negoziato con gli Stati Uniti durato molti mesi, è confermata dall’esercito di Ankara, che ha diffuso alcune immagini dei suoi mezzi blindati in una zona identificata come la periferia di Manbij, nei pressi della base americana di Dadat.

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