Orrore Trump: strappata via la neonata che allatta dalla mamma migrante

L'episodio è stato segnalato dall'associazione Texas Civil Rights Project: la donna stava allattando la piccola che le è stata portata via dai militari. Non è il primo caso di genitori separati dai figli

il muro tra Messico e Texas

il muro tra Messico e Texas

globalist 14 giugno 2018

Si  è vista strappare la sua piccola dalle braccia mentre la allattava in un centro di detenzione ed è stata poi ammanettata dai militari per resistenza: una donna, emigrata in America dall'Honduras, ha denunciato il terribile episodio di cui è stata vittima insieme alla figlia nel sud del Texas, considerata la frontiera della crisi migratoria tra Usa e Messico.


La denuncia della donna è stata riferita alla Cnn da Natalia Cornelio, avvocata del Texas Civil Rights Project, che ha inserito l'episodio nelle strategie della "tolleranza zero" adottate dall'amministrazione Trump come deterrente all'immigrazione illegale, separando figli da genitori una volta attraversato il confine senza documenti.


Il portavoce della polizia di frontiera, Dan Hetlage, ha invece smentito: "Non c'è alcuna sostanza nelle accuse".


L'incidente riportato dalla Cnn si aggiunge ad altri casi emersi nelle ultime settimane di figli strappati ai genitori. Il Washington Post ha raccontato di un papà arrivato anche lui dall'Honduras che si è ucciso in cella dopo essere stato separato dalla moglie e dal figlio di tre anni. Secondo il Boston Globe, le autorità dicono ai genitori arrestati che la separazione serve per fare il bagno ai figli che però, dopo esser stati presi in custodia, non sono più restituiti alle famiglie.


La linea della tolleranza zero ha creato sconcerto anche in ambienti conservatori, inclusi alcuni potenti gruppi religiosi che hanno contribuito all'elezione di Donald Trump. Il reverendo evangelico Frankie Graham, figlio del leggendario predicatore Billy Graham, ha definito "terribile" vedere famiglie "dilaniate in questo modo". La Convenzione dei Battisti del Sud ha fatto a sua volta appello a politiche migratorie che "preservino l'unità delle famiglie" mentre, sul fronte cattolico, il cardinale arcivescovo di Boston, Sean O'Malley, ha accusato l'amministrazione Trump di usare i bambini come "ostaggio".


Con Papa Francesco che ha esortato a proteggere i bambini migranti e le loro famiglie, O'Malley ha definito quella dell'amministrazione Trump una "logica morale sbagliata", aggiungendo che "non si può restare in silenzio davanti a una politica migratoria che distrugge le famiglie, traumatizza i genitori e terrorizza i figli"