Un migrante si uccide negli Usa: separato dal figlio di 3 anni dopo l'ordine di Trump

Marco Antonio Munoz veniva dall'Honduras. Gli avevano portato via moglie e figlio dopo che aveva chiesto asilo. Si è impiccato

Famiglie separate per ordine di Trump

Famiglie separate per ordine di Trump

globalist 9 giugno 2018

Una vergogna, uno schifo. Pura disumanità grazie al miliardario xenofobo che è andato alla Casa Bianca: un migrante dell'Honduras si è tolto la vita nella cella di una prigione del Texas dove era stato rinchiuso dopo che la polizia di frontiera americana gli aveva strappato dalle braccia il figlio di 3 anni. E' il Washington Post a riportare della morte di Marco Antonio Munoz, avvenuta il 13 maggio scorso, pochi giorni dopo che l'amministrazione Trump ha applicato la controversa politica, dichiarata illegale dalla commissione Onu per i diritti umani, di separare le famiglie arrestate sul confine, affidando i bambini ai servizi sociali.
"Avevano dovuto usare la forza fisica per togliergli il bambino dalle braccia" ha raccontato al Post una fonte della Border Patrol, spiegando che a questo punto l'uomo - che aveva attraversato, insieme a moglie e figlio il confine il 12 maggio e si era volontariamente presentato alle autorità per fare domanda di asilo - ha avuto una crisi di nervi. A questo punto è stato bloccato dagli agenti e messo in cella e, siccome l'uomo continuava ad agitarsi, è stato poi spostato in una cella di isolamento, dove le guardie avrebbero dovuto controllarlo ogni 30 minuti.
Ma la mattina dopo è stato trovato senza vita: l'uomo si era impiccato con un pezzo di stoffa ad un tubo che si trovava nella cella, secondo il rapporto dello sceriffo locale, ottenuto dal Post. Il dipartimento per la Sicurezza Interna non aveva diffuso la notizia del migrante morto in carcere. Da quando l'amministrazione Trump ha avviato la politica di tolleranza zero sono 1800 le famiglie di migranti che sono state separate al confine.