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Strage nella repubblica Centrafricana: accusati due mercenari francesi

Nel massacro sono morte 16 persone. I due francesi sono accusati di aver aiutato il terrorista Djamus

Bangui
Bangui

globalist

7 Giugno 2018 - 20.55


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Ci sarebbero anche due cittadini francesi coinvolti nella strage del 1 maggio nella parrocchia Notre Dame de Fatima a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, dove hanno perso la vita 26 persone con un attacco di granate. Secondo il procuratore generale Eric Didier Tambo, come riporta l’agenzia Fides, le prove dell’implicazione dei due presunti mercenari sarebbero “schiaccianti”.
Secondo l’alto magistrato centrafricano il massacro, compiuto mentre i fedeli erano radunati in chiesa per una celebrazione religiosa, è stato commesso da uomini che fanno capo a Nimery Matar Djamous, detto “Force”, alla testa della principale milizia che controlla il quartiere PK5, dove vive la maggior parte della popolazione musulmana di Bangui, e che si trova non lontano dalla chiesa dove è avvenuto il massacro, il cui bilancio è di 26 morti, tra cui don Albert Toungoumale-Baba, un sacerdote centrafricano molto ben voluto dai fedeli.
Il procuratore generale ha dichiarato di aver emesso un mandato di arresto nei confronto di Djamous e due mandati d’arresto internazionali contro i due cittadini francesi, accusati di aver “aiutato, facilitato e istruito Djamous in atti di terrorismo che hanno preso di mira la chiesa di Nostra Signora di Fatima”.

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