L'America di Trump: la polizia spara in testa a una giovane migrante disarmata

Claudia Patricia Gomez Gonzales, 20 anni, era partita dal Guatemala per trovare un lavoro che le consentisse di pagarsi l'università

Parenti della vittima

Parenti della vittima

globalist 26 maggio 2018

Voleva studiare legge, ma le servivano i soldi per l'Università. Così Claudia Patricia Gomez Gonzales, originaria del Guatemala, si è messa in viaggio verso gli Stati Uniti, tentando di attraversare il confine con il Texas. Dove però, ha trovato le guardie di frontiera del Customs and Border Protection (Cbp) che le hanno sparato in testa, uccidendola. Aveva 20 anni.


Era insieme ad un gruppo di migranti che l'agente che ha sparato ha definito 'aggressivi', cosa poi smentita dal rapporto della stessa Cbp, che adesso è nell'occhio del ciclone e al centro di un'indagine dell'Fbi e dei Tezas Ranger. Ma il cadavere di Claudia è rimasto lì, a Rio Bravo e a denunciarne la morte sono i media, in particolare Al Jazeera che ha ospitato Cristina Jimenez, direttrice di United We Dream, un'organizzazione di giovani migranti con base a New York: "Il Congresso Usa deve mettere fine a questa follia. I parlamentari hanno il potere di impedire a queste agenzie di colpire le nostre comunità".