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Morta in Pakistan perché voleva essere libera. Il padre confessa, ha ucciso Sana

La 25enne, cresciuta a Brescia, sarebbe stata uccisa per aver rifiutato un matrimonio combinato

Sana Cheema
Sana Cheema

globalist

10 Maggio 2018 - 07.25


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Il padre di Sana Cheema, già in arresto da tre settimane, avrebbe confessato di aver ucciso la figlia, morta in Pakistan lo scorso 18 aprile. Lo riferiscono media pachistani. L’uomo, cittadino italiano come la figlia, si sarebbe fatto aiutare da uno dei figli maschi per stringere al collo la ragazza fino a romperle l’osso del collo, come evidenziato dall’autopsia eseguita sul corpo della giovane. La 25enne, cresciuta a Brescia, sarebbe stata uccisa per aver rifiutato un matrimonio combinato.

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Ieri l’autopsia. Sana Cheema, la giovane italo-pachistana morta il 24 aprile in Pakistan in una vicenda di sospetto ‘delitto d’onore’, è stata strangolata secondo i risultati dell’autopsia realizzata dal Laboratorio forense del Punjab. L’autopsia mostra che “l’osso del collo è stato rotto”, indizio che orienta verso un decesso per strangolamento.

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La 25enne di origini pakistane, cresciuta a Brescia, cittadina italiana da settembre è morta in patria. “Per morte naturale” secondo alcune ricostruzioni che arrivano dal Pakistan. “Uccisa dal padre e dal fratello perché rifiutava il matrimonio combinato”, la versione invece di altri rappresentanti della comunità pakistana in Italia.

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