L'Australia in lutto, il capitano della nazionale di cricket sorpreso a barare durante un test match

Steve Smith ha ammesso di avere istigato alcuni giocatori a raschiare la pallina per renderne la traiettoria imprevedibile. Un intero Paese sotto shock

Il capitano della nazionale australiana di cricket, Steve Smith
Il capitano della nazionale australiana di cricket, Steve Smith

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26 Marzo 2018 - 15.18


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Tutto il mondo è paese, verrebbe da dire alla notizia che persino il cricket, con le sue partite interminabili, all’insegna del fairplay, tra squadre di bianco vestite, è alle prese con uno scandalo che ne mina alle basi la nobiltà che sembra trasudare dalla sua pratica. Accade così che, piuttosto commentare i test match tra Nuova Zelanda e Inghilterra, il movimento si trovi davanti al caso del capitano australiano Steve Smith, dopo che un suo giocatore, Cameron Bancroft, è stato sorpreso a cercare di alterare l’esterno della pallina, per modificarne le traiettorie e renderle non interpretabili dagli avversari. 
I titoli della stampa specializzata sono chiari ed echeggiano il sentimento generale che circonda questo ”tradimento” che coinvolge il capitano australiano accusato di avere ispirato la magagna che sarebbe passata inosservata se le telecamere non avessero colto il gesto Bancroft di raccogliere, con del nastro adesivo, delle particelle dal terreno per applicarle sulla pallina per grattarne la superficie, cose che rende la traiettorie difficilmente prevedibile. E le immagini hanno anche immortalato il giocatore mentre nascondeva il nastro adesivo in una tasca dei pantaloni.
I titoli dei giornali australiani gridano allo scandalo parlando di onore e tradimento. Ed è anche naturale in un Paese in cui il ruolo di capitano della nazionale di cricket è considerato secondo, per importanza, solo all’incarico di primo ministro. Ed anzi per molti australiani sarebbe ancora più prestgioso.
Da parte sua, Steve Smith, davanti all’evidenza, no ha potuto che abbozzare, ammettendo d’avere istitgato lui i suoi giocatori a barare. Ma questo all’opinione pubblica non basta, pretendendo che siano svelati i nomi di tutti quelli coinvolti nel complotto.
Gli ispettori della federazione australiana di cricket sono volati a Città del Capo per interrogare la squadra. Ma il presidente federale, David Peever, ha chiesto pazienza per codurre l’inchiesta nel modo migliore possibile, senza quindi farsi condizionare dall’ondata di sdegno che si è sollevata nel Paese.
“Il cricket è parte della nostra anima nazionale e ci definisce. Ci aiuta a sapere cosa è giusto e cosa c’è che non va”, ha detto James Fuller, presidente di una azienda che produce capi di abbigliamento per questo sport, che per esprimere il suo pensiero ha acquistato una pagina su alcuni quotidiani. 
“Se non lo fanno, non sarà solo la squadra nazionale a essere coperta di vergogna. Ci sarai tu. Ci sarà il cricket. Ci saremo tutti noi”, ha concluso Fuller. Per dare la misura del clamore, c’è da registrare anche la posizione del primo ministro australiano Malcolm Turnbull che si è detto preoccupato.

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