Trump ormai fa solo di testa sua: il capo del team degli avvocati che lo difendono lascia

John Dowd avrebbe abbandonato l'incarico di fronte alle irrequietezze del presidente, che ormai attacca Mueller sul piano personale

John Dowd

John Dowd

globalist 23 marzo 2018

Il clima di confusione che regna nell'Amministrazione Trump trova ulteriore conferma nelle dimissioni di John Dowd, a capo del team di avocati che assistono il presidente  nelle indagini del procuratore speciale Robert Mueller sulla possibile collusione tra la sua squadra elettorale e Mosca durante le elezioni presidenziali americane del 2016.
"Apprezzo il Presidente e gli auguro il meglio", ha detto John Dowd in una dichiarazione che definire asciutta e sintetica è molto riduttivo.
John Dowd - ritenuto unanimemente uno degli avvocati più preparat d'America - aveva sostituito Marc Kasowitz, l'avvocato personale di Donald Trump, come capo del team legale formato dal capo della Casa Bianca nelle indagini sull'interferenza russa.
Secondo quanto scrive oggi il New York Times, le dimissioni di Dowd sarebbero state giustificate dal fatto che Trump non seguiva più i suoi consigli. Come il fatto che Dowd aveva raccomandato al presidente di collaborare all'inchiesta, considerando che sarebbe rischioso affrontare un eventuale deposizioni davanti agli investigatori dell'FBI.
Invece, nelle ultime settimane, Trump ha deciso di attaccare frontalmente e duramente Mueller e non invece, come pare fosse la strategia di Dowd, l'inchiesta.
Sarebbe questo il cuore del problema, l'imprevedibilità di Trump, soprattutto quando si sente sotto pressione.
La Casa Bianca sta attualmente affrontando diversi casi giudiziari spinosi: non solo il Russiagate, ma anche le accuse di una prnostar, che dice di avere avuto una relazione con il miliardario quando era già sposato con Melania.
Meno di due settimane fa, il presidente degli Stati Uniti ha assicurato che i suoi avvocati stanno lavorando con calma nelle indagini sull'interferenza russa, che per lui è solo una "caccia alle streghe". Appena l'11 marzo Trump aveva twittato: "Sono MOLTO felice con i miei avvocati John Dowd, Ty Cobb e Jay Sekulow".
Appare, a questo punto, evidente che Trump vuole imporre al suo team legale una tattica più aggressiva. E' in quest'ottica che ha ingaggiato un ex procuratore, Joe DiGenova, che era anche commentatore di Fox News. DiGenova ha fatto capire quale potrebbe essere la nuova strategia di difesa di Trump sul Russiagate, dichiarando che membri dell'Fbi sono stati coinvolti in una "cospirazione audace" per scagionare Hillary Clinton nelle indagini sull'utilizzo dei server di posta elettronica e "abbattere" Trump per come che non ha mai commesso.