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Putin incoronato zar: trionfo alle elezioni in Russia

Secondo i primi dati il presidente uscente è stato confermato con il 73,9%. Il comunista Grudinin con l'11,2%

Vladimir Putin durante l'intervista alla Nbc
Vladimir Putin durante l'intervista alla Nbc

globalist

18 Marzo 2018 - 11.57


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I primi risultati

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Urne chiuse e primi exit-poll in Russia, anche se non c’è nessuna tensione per i risultati, scontati da sempre. Putin è stato confermato con il 73,9% secondo i primi dati, quindi è probabile che la percentuale sia anche maggiore. Il suo improbbaile avversario, Pavel Grudinind, sempbra aver racimolato l’11,2%. Inizia quindi il quarto mandato dello Zar Vladimir Putin 

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Una democrazia vera?

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O una autocrazia nella quale gli oligarchi contano più del popolo? E poi: elezioni bulgare? No, russe. Russe nella Russia di Putin dove lo zar dovrebbe ottenere tra il 69 e il 73% dei voti. Sono 113 milioni gli elettori aventi diritto, tra residenti in patria ed expat. I primi exit-poll saranno diffusi alle 21 di Mosca, le 19 in Italia.

Alle spalle del favoritissimo Putin, a distanza abissale, ci sono il comunista Pavel Grudinin con il 10-14% e il nazionalista Vladimir Zhirinovsky con l’8-12%. La “battaglia” del presidente russo a questo giro è però prima di tutto per l’affluenza.
Solo se il 70% degli aventi diritto si recherà alle urne, il suo successo sarà completo.
 Il primo a chiedere ai russi di disertare le urne è l’oppositore Alexei Navalny. Il blogger anti-Putin nel corso degli ultimi 12 mesi ha sfidato i divieti delle autorità portando migliaia di persone in piazza contro il governo russo e la corruzione. I suoi guai giudiziari, che molti ritengono fabbricati dal Cremlino, gli hanno però impedito di candidarsi. E ora lui ha lanciato uno “sciopero degli elettori”, invitando a boicottare presidenziali “farsa” senza reali alternative a Putin. Il primo nemico dell’affluenza però, più che Navalny, è proprio l’esito scontato delle elezioni.
La gente – tiepidi sostenitori di Putin compresi – non è motivata a recarsi alle urne perché pensa che il proprio voto non cambierà nulla. L’obiettivo del Cremlino resta comunque lo stesso: raggiungere il 70% delle preferenze per Putin e affluenza al 70%.
 Navalny sguinzaglierà 70mila osservatori per verificare la correttezza del processo elettorale e ne invierà 53 anche in Cecenia, nel feudo di Ramzan Kadyrov, dove alle presidenziali del 2012 – falsate da brogli in tutta la Russia – secondo i dati ufficiali l’affluenza fu del 92% e il 99,76% dei votanti scelse Putin. Anche l’associazione Golos, che si occupa di trasparenza e correttezza del voto, ha messo su una vasta rete di osservatori (uasi centomila) ma ha dovuto trovare in fretta e furia una nuova sede centrale per il lavoro di monitoraggio. Roman Udot, un rappresentante dell’associazione, denuncia infatti che la polizia ha minacciato il proprietario della sede precedente, che all’ultimo momento ha rescisso il contratto d’affitto con Golos. “Non devi ospitare questo evento qui o avrai dei guai”, avrebbero detto gli agenti.

Secondo Rbk, gli osservatori impegnati per le elezioni dovrebbero essere circa 555mila, il doppio rispetto alle presidenziali di sei anni fa. Ma ci sono osservatori e osservatori: i più affidabili e importanti a livello internazionale sono senz’altro quelli dell’Osce. Poi c’è il piccolo esercito degli osservatori amici del Cremlino: 223 arriveranno dal Kazakistan. Senza dimenticare l’ex deputato francese Thierry Mariani, che tre anni fa guidò una piccola delegazione (ovviamente non ufficiale) di parlamentari francesi nella Crimea che la Russia si era annessa l’anno prima.
Osservatori stranieri invitati da Mosca e senza alcun riconoscimento internazionale saranno presenti anche nella penisola sul Mar Nero: per esempio Andreas Maurer, capo della fazione di estrema sinistra Die Linke in un consiglio comunale della Bassa Sassonia. Abbastanza per far scrivere al quotidiano governativo russo Rossiskaia Gazeta che “osservatori tedeschi e norvegesi arriveranno in Crimea per le presidenziali”.

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