Top

Passaporti falsi: così Kim Jong-un e il padre viaggiavano all'estero

Inchiesta della Reuters. I leader nordcoreani viaggiavano in Occidente sotto falso nome e documenti brasiliani

<picture> Il passaporto brasiliano di Kim Jomg-un </picture>
Il passaporto brasiliano di Kim Jomg-un

globalist

28 Febbraio 2018


Preroll

Il dittatore nordcoreano Kim Jong-un e il padre, Kim Jong-il, potevano viaggiare in Occidente tra la fine degli anni novanta e i primi anni duemila grazie a passaporti brasiliani falsi. Documenti che sono stati rilasciati nel 1996.
Lo svela un’inchiesta dell’agenzia Reuters, che cita fonti di alto livello nel settore della sicurezza dell’Europa occidentale. Grazie a quei passaporti, su cui sta indagando anche il ministero degli Esteri brasiliano, i due membri della famiglia al potere in Corea del Nord potevano chiedere il visto per l’ingresso nei paesi occidentali, con l’obiettivo non solo di viaggiare, ma anche di studiare eventuali vie di fuga dal “Regno eremita”.
L’utilizzo della tecnologia di riconoscimento facciale ha confermato che le fotografie sui documenti, emessi il 26 febbraio 1996 con validità decennale, sono quelle di un giovanissimo Kim Jong-un, che compare sotto il nome di Josef Pwag, e del padre, Kim Jong-il, il “caro leader” morto nel 2011, indicato come Ijong Tchoi. Entrambi figurano nati a Sao Paulo, in Brasile. I passaporti risultano firmati dallo stesso funzionario dell’ambasciata, Antonio Jose’ Maria de Souza e Silva, attuale responsabile della rappresentanza diplomatica del Brasile in Myanmar. Tra le possibili mete di viaggio ci sono il Brasile, il Giappone e Hong Kong.

OutStream Desktop
Top right Mobile
Native
Box recommendation

Articoli correlati

Outofpage