Mossa a sorpresa di Ghani: pace con i talebani a patto che depongano le armi

Il presidente afghano chiede agli 'studenti coranici' di aiutare il processo di pacificazione del Paese, magari anche con la modifica della Costituzione

IL presidente afghano Ghani

IL presidente afghano Ghani

globalist 28 febbraio 2018

Il presidente afghano Ashraf Ghani ha proposto ai talebani di deporre le armi, di costituirsi in forza politica e quindi di contribuire al processo di pace che senza di loro è, di fatto, impossibile avviare.
La proposta è arrivata oggi, in apertura della seconda riunione del cosiddetti 'Processo di Kabul', davanti ai delegati di 25 Paesi e organizzazioni internazionali. Ghani ha ammesso che "la pace non può essere raggiunta senza i talebani'', predendo atto che solo la riconciliazione con gli 'studenti coranici' può dare il via alla riconciliazione, mettendo fine al drammatico conflitto in corso. Ghani, che si è anche detto disposto a negoziare con i talebani un cessate il fuoco, ha spiegato che l'offerta di dialogo deve spianare la strada ala trasformazione dei talebani da gruppo combattente in partito politico.
Una delle componenti dell'offerta del governo, ha ancora detto Ghani, "è la preparazione di una lista di prigionieri talebani da liberare".
"Oggi la possibilità di raggiungere la pace è nelle loro mani - ha proseguito -, ma devono accettare l'offerta, unirsi al processo di pace affinché insieme possiamo salvare il Paese".
Ghani ha anche dato la sua disponibilità ad una ''revisione della Costituzione" a patto che gli insorti "la accettino in linea di principio".
Nel suo discorso Ghani si è rivolto quindi al Pakistan, invitandolo ad aprire un dialogo bilaterale sottolineando che "siamo pronti a discutere con Islamabad, dimanticando il passato e cominciando un nuovo capitolo" nelle nostre relazioni.
L'apertura di Ghani verso i talebani, che da decenni insaguinano le cronache quotidiane del Paese, non ha avuto ancora alcun commento dagli Stati Uniti.