Violata dopo poche ore la tregua in Siria: scontri e bombe nella Ghouta

I due principali gruppi di ribelli che controllano la zona del Ghouta orientale hanno fatto sapere che rispetteranno la tregua. Ma intanto si spara

Un ferito nella Ghouta
Un ferito nella Ghouta
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25 Febbraio 2018 - 09.26


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Non c’è pace anche se si era riusciti a trovare un accordo per una sospensione dei combattimenti: le forze lealiste di Damasco hanno ripreso a bombardare la zona orientale del Ghouta, roccaforte dei ribelli, nonostante la tregua di trenta giorni approvata dal Consiglio di sicurezza dell’Onu. E’ l’allarme lanciato dall’Osservatorio siriano per i diritti umani, secondo cui la periferia di Douma, la principale città della zona, è stata bombardata almeno due volte. L’Ong segnala inoltre “scontri tra le forze del regime il gruppo ribelle di Jaich al-Islam”.
Il segretario Generale dell’Onu, Antonio Guterres, aveva lanciato un appello a tutte le parti per consentire “l’immediata consegna di scorte umanitarie”.
Mercoledì scorso, parlando al Consiglio, il capo delle Nazioni Unite aveva definito la situazione nel Ghouta “un inferno in terra”.
I due principali gruppi di ribelli che controllano la zona del Ghouta orientale hanno fatto sapere che rispetteranno la tregua. In un comunicato il gruppo islamista Jaich al-Islam si è impegnato “a proteggere i convogli umanitari che entreranno nella zona e si riserva il diritto di rispondere immediatamante a tutte le violazioni commesse” dalle forze del regime.
Un altro gruppo ribelle, Faylaq al-Rahmane, si è detto pronto a “rispettare la tregua” e a “facilitare l’ingresso di tutti gli aiuti dell’Onu nel Ghouta orientale”, sottolineando il “diritto di legittima difesa e di rispondere a tutte le aggressioni”.

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