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Grandissima Sofia Goggia: vince la medaglia d'oro nella discesa libera

La bergamasca, con una gara perfetta, si mette alle spalle la norvegese Mowinkel e la divina Vonn. Dedico la vittoria a me stessa, sono un vulcano pronto a esplodere, ha detto ai giornalisti

Sofia Goggia
Sofia Goggia

globalist

21 Febbraio 2018 - 08.05


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Fe-no-me-na-le!
Solo così si può definire l’impresa di Sofia Goggia che ha vinto la medaglia d’oro nella discesa alle olimpiadi sudcoreane. Una impresa che prima, per gli atleti azzurri, ha avuto il solo precedente di Zeno Colò, nel 1952, ad Oslo.
Una gara che ha visto la bergamasca – scesa con il pettorale numero 5 – protagonista di una discesa perfetta, lontana dagli errori che, talvolta, nonostante il grande lavoro che su di lei e con lei ha fatto lo staff tecico della nazionale, fanno ancora capolino.
Ma è nel suo carattere quello di rischiare sempre, di sfidare se stessa per trovare le traiettorie più redditizie, anche se non sono sempre le meno difficili.
Al secondo posto s’è piazzata la norvegese Ragnhild Mowinkel, che è venuta giù con furia, velocità e passaggi puliti, una combinazione che l’ha quasi portata in vetta al podio (gli intermedi l’hanno premiata sino alle ultime porte), ma sul traguardo ha visto il suo ritardo toccare i 9 centesimi. Terza la ”divina”, Lindsey Vonn, che forse, sulle nevi sudcoreane, ha dato il suo addio alle Olimpiadi e lo ha fatto nel migliore dei modi, collezionando l’ennesima medaglia. Poco importa se è stata di bronzo, perché lei resterà nella storia dello sci alpino femminile.
Quando è entrata in sala stampa, ancora con la tuta di gara, Sofia Goggia ha vinto un’altra particolarissima medaglia: quella della simpatia perché, sfoggiando il suo ottimo inglese ed una buona dose di ironia, ha fatto sorridere tutti i giornalisti. Come quando ha detto una frase scontata, ma con una chiusa piaciuta a tutti: ” “Non me ne sto ancora rendendo conto. Sono un vulcano pronto ad esplodere, credo che succederà presto”.
Sofia ha quindi spiegato con che ”testa” è scesa: ”volevo fare la mia discesa con il mio modo di sciare. Ieri, quando ho tagliato il traguardo dopo la terza prova, ho capito come avrei dovuto sciare oggi. C’erano due punti su cui avrei dovuto focalizzare l’attenzione e alcuni pronti in cui sapevo che avrei potuto fare la differenza sfruttando le pendenze. Ed è ciò che ho fatto. Sono felice perché non ho fatto errori. La migliore ‘goggiata’ di sempre è arrivata oggi. Così cambiamo accezione al termine…”.
Il riferimento è stato alle definizione ”goggiata” coniata per tutte le volte che la sua irruenza le ha fatto mettere da parte la saggezza di chi deve tagliare il traguardo davanti a tutti.
”Nella mia meditazione di ieri – ha aggiunto – ho chiesto a me stessa di stare sulle mie gambe, di fare la mia discesa. Ho cercato di costruire questa gara e sono contenta di quello che ho assemblato, è un po’ la discesa della maturità. Quando ho superato la linea, è stato come se mi fossi tolta un peso dalle spalle. Ero arrivata al traguardo, cosa che con me non è mai garantita, ero felice di come avevo sciato”.
E la dedica, cosa che tutti le hanno chiesto? “La vittoria la dedico a me stessa, al mio bel Paese, alle persone che vogliono bene a Sofia indipendentemente dal fatto che vinca l’Olimpiade. Grazie a chi ha creduto ad una bambina che a sei anni sognava di vincere le Olimpiadi sulla neve di Foppolo. Sono una pasticciona, ma oggi ho cercato di essere una samurai”.
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