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Paese che vai, Fornero che trovi: in pensione dopo 67 anni, il lattaio più vecchio del Canada

Italiano d'origine, ha percorso milioni di chilometri, sotto la neve e nel caldo afoso, consegnando il latte a tante generazioni. Va in pensione con il suo famosissimo camioncino bianco, rosso e azzurro

Arnaldo de Castris
Arnaldo de Castris

globalist

14 Febbraio 2018 - 16.39


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Ha percorso milioni di chilometri, sotto la neve, al freddo, o nel calpo umido opprimente, consegnando bottiglie di latte che negli anni, sono diventate confezioni. Ora Arnaldo de Castris, montrealese di chiarissime ascendenze italiane, è andato in pensione, da lattaio più vecchio del Canada. Ah, dimenticavamo: è andato in pensione, dopo ”appena” 67 anni di lavoro quando di anni ne ha appena compiuti 82.
Ora che non uscirà più all’alba per cominciare il suo giro di consegne, l’unica cosa che veramente lo intriga della sua nuova condizione di ‘neopensionato’ è che, confessa candidamente, potrà dormire un po’ di più. 
Arnaldo de Castris distribuiva latte nel quartiere di Notre-Dame-de-Grâce ed a cominciato a farlo fin dall’adolescenza.
A 82 anni mantiene una forma ancora invidiabile, per la sua età. Pur se si concede qualche battuta sul passare inesorabile del tempo: ”Il mio camion sta invecchiando e io sto invecchiando con lui. Ce ne andiamo insieme”, confida nel corso di una inetrvista a Radio Canada. Un camion, bianco con strisce rosse ed azzurre, famosissimo a Notre-Dame-de-Grâce, puntalissimo anche quando erano caduti 40-50 centimetri di neve. Non è quello che Arnaldo aveva all’inizio, quando cominciò a guidare, ma il suo camioncino, nelle diverse versioni, è entrato nella storia minima del quartiere.

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Il fatto di avere lavorato nelle stesse strade per decenni ha creato rapporti che non sono quelli tradizionali tra chi vende e chi compra: “Tutti i clienti sono miei amici. Ci conosciamo da così tanto tempo…. “
Arnaldo de Castris faceva consegne fino allo scorso dicembre, ma gli scricchiolii del suo corpo non gli hanno consentito di proseguire, per come lui avrebbe voluto. “Non volevo andare in pensione, ma non avevo scelta. E’ stato il mio medico ca onsigliarmi di riposare. Hai 82 anni, non 22”, mi ha detto.
Lui spera che le ore di sonno in più lo aiuteranno, dice, ”a diventare forte di nuovo”. Certo, le condizioni di lavoro sono cambiate, spiega ricordando come, quando ha cominciato, le donne restavano a casa a badare ai figli. Ed in ogni abitazione c’era sempre qualcuno che aspettava il suo arrivo per prendere le bottiglie di latte. ”C’era sempre qualcuno a casa per la consegna con cui parlare”.
“Il porta a porta sta morendo”, dice con un pizzico di amarezza.
Ora a gestire il lavoro è il cugino, che ha preso il suo posto. Arnaldo spera di poterlo accompagnare (magari quando ci sarà meno freddo rispetto alle temperature polari di quese settimane a Montreal) per qualche consegna e così salutare i suoi fedeli clienti, molti dei quali figli o nipoti di quelli che, negli anni ’50, lo aspettavano sull’uscio di casa per salutarlo e prendere il latte.
C’è ancora una cliente di quelle che trovò all’inizio del lavoro. Una signora di 97 anni: ”Mi mancherà, ma è felice per me. “

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