Ambientalista 'suicida' in carcere a Teheran: accusato d'essere una spia del Mossad

Secondo il procuratore della capitale, l'ong di Emami nascondeva una attività spionistica sulle basi missilistiche iraniane. Eseguita l'autopsia, ma non chiarite le cause reali del decesso

Kavous Emami
Kavous Emami
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14 Febbraio 2018 - 09.39


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Era una spia al servizio degli Stati Uniti e di Israele: questa l’accusa che il procuratore di Teheran, Abbas Jafari-Dolatabadi, ha mosso a Kavous Seyed Emami, noto ambientalista iraniano che, secondo le autorità, si sarebbe suicidato in carcere nei giorni scorsi.
Emami, studioso e direttore della Persian Wildlife Foundation, è stato sepolto martedì nel villaggio di Ammameh, 40 km a nord di Teheran. 
La versione della autorità secondo cui l’ambinetalista si è suicidato è contestata dai familiari e dagli amici e colleghi di Emami.
Secondo il procuratore Jafari-Dolatabadi, la Persian Wildlife Foundation è stata fondata “circa un decennio fa” per mascherare “informazioni classificate nel settore della difesa e dei missili”.
I sospettati, questa l’accusa, sotto la direzione di CIA e Mossad, hanno condotto una triplice missione incentrata sull’ambiente, infiltrandosi nella comunità scientifica e raccogliendo informazioni da centri sensibili e vitali, tra cui basi missilistiche.
Secondo il procuratore di Teheran, Kavous Seyed Emami era uno dei principali contatti degli agenti dei servizi segreti americani e aveva ospitato uno dei funzionari della Cia.
Nello specifico, Jafari-Dolatabadi ha accusato i presunti membri della rete spionistica di avere  “installato telecamere in aree strategiche, sotto la copertura di osservazioni ambientali, quando in realtà hanno spiato le attività dei missili in questo Paese”.
Il procuratore di Teheran ha anche affermato che il principale supporto finanziario di questa rete era un cittadino irlandese-britannico-americano, con le iniziali MT, probabilmente riferendosi a Morad Tahbaz, ricco uomo d’affari e membro della Persian Wildlife Foundation, che è stato arrestato il mese scorso.
Un’autopsia sul corpo di Kavous Seyed Emami è stata eseguita lunedì, dopo una richiesta in tal senso da parte della sua famiglia e dei suoi colleghi che hanno dei dubbi sull’ipotesi del suicidio.
“In tutti i casi di morte sospetta, si verifica un’autopsia”, ha detto Payam Derafshan, un avvocato di famiglia, aggiungendo che il corpo era stato restituito alla famiglia.

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