Parigi pareggia i conti con la Storia: pensioni anche alle vittime non francesi dell'Indipendenza algerina

La decisione del Consiglio costituzionale, che ha modificato la normativa, cancellando la restrizione legata agli accordi di Evian del 1962

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9 Febbraio 2018 - 12.51


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Il Consiglio costituzionale francese ha esteso il diritto alle pensioni riconosciute alle vittime di violenza durante la guerra d’Algeria a tutti coloro che allora vivevano nel Paese, quale sia la loro nazionalità. 

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Più di 55 anni dopo il trauma della guerra algerina, il Consiglio costituzionale francese ha deciso che i civili algerini che hanno subito danni fisici a causa della violenza connessa al conflitto potrebbero ora richiedere anche pensioni dalla Francia.

I giudici in sostanza hanno semplicemente cassato le parole “di nazionalità francese” che riservavano fino ad allora questi vantaggi alle sole vittime che avevano la nazionalità francese dopo l’indipendenza dell’Algeria. Per fare ciò, i ”saggi” hanno evocato il principio di “uguaglianza davanti alla legge” garantito dalla Costituzione francese.

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In origine, il legislatore aveva giustificato la creazione di questo diritto per le vittime francesi con “la mancanza del governo algerino” per garantire il pagamento delle pensioni a queste vittime previsto dagli accordi di Evian del 18 marzo 1962 che ponevano fine al conflitto . Il Consiglio costituzionale ha ritenuto che la differenza di trattamento tra le vittime francesi e quelle straniere non accettabile per quanto riguarda i beneficiari delle vittime decedute.

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