Proprio non ci sta Robert Faurisson a vedere riconosciuta, da un tribunale, la liceità di definirlo, lui che da decenni è uno dei più strenui negazionisti dell’orrore dell’olocausto (come sancito a una sentenza del giugno dello scorso anno), “bugiardo professionista”, “falsificatore” e “falsario della storia” senza per questo incorrere nella diffamazione.
Per questo l’89/ne storico – o presunto tale – ha impugnato la sentenza, chiedendo che sia ribaltato il verdetto che ha mandato assolta una giornalista de Le Monde, Ariane Chemin, che, per definirlo, aveva usato il termine ”bugiardo professionista”.
L’episodio a base della querelle risale a qualche anno fa e la prima sentenza non è mai andata giù al controverso storico, la cui filosofia può essere riassunta in una sua frase:
“Le cosiddette camere a gas di Hitler e il cosiddetto genocidio degli ebrei sono la stessa menzogna storica, che ha permesso un’enorme truffa politico-finanziaria, i cui principali beneficiari sono lo Stato di Israele e il sionismo internazionale”.
Alla prima udienza di appello, il negazionista si è presentato per sostenere le sue argomentazioni, accompagnato dal fratello minore e da un gruppetto di simpatizzanti. In aula, Ariane Chemin ha nuovamente difeso il suo lavoro. “Confermo assolutamente quello che ho scritto – ha detto il giornalista – (….), per me è ovvio che negare l’esistenza di camere a gas è un crimine. Dire che Faurisson è un bugiardo professionista era ovvio”.
L’approfondimento che la presidente, Cathjerine Bézio, ha ritenuto di dovere fare ha costituito per Robert Faurission l’ennesimo pulpito da cui esternare le sue teorie. E lo ha fatto raccontando la sua vita, il suo lavoro, i suoi viaggi ad Auschwitz, il contenuto della Pravda il 2 febbraio 1945, le contraddizioni di Elie Wiesel e Raoul Hilberg, l’autore di ”The Destruction of the Jews of Europe”. Una volta che ha cominciato a parlare, Faurisson, come sempre, è stato inarrestabile.
Il suo nuovo avvocato, Damien Viguier, intimo amico di Dieudonné (controverso comico antisemita), ha definito Robert Faurisson ”un ricercatore attento, onesto, visceralmente attaccato alla verità. (….) . Per me è un grande onore essere stato scelto per difendere Robert Faurisson” che, a dire il vero, è famoso per cambiare in continuazione i suoi avvocati. La sentenza dovrebbe essere emessa in aprile.
