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Giocatori sull'orlo di una crisi di nervi, ma solo quando si parla di soldi

C'è chi, non ceduto, dice di essere depresso; chi è disposto a tagliarsi lo stipendio per tornare a giocare nella vecchia squadra; chi dice: non sapevo di dovere andare a giocare su un'isola

Giocatori sull'orlo di una crisi di nervi, ma solo quando si parla di soldi

globalist

8 Febbraio 2018 - 13.07


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Giocatori che si dicono depressi per non essere stati ceduti; altri che, dopo avere firmato un contratto, lo stracciano adducendo fumosi motivi familiari; altri ancora che dicono che, quando avevano accettato di andare a mostrare la propria bravura, lo avrebbero fatto su una società che la sua sede su un’isola; altri che, dopo essere stati coperti d’oro, s’accorgono che il denaro non è tutto e implora che li si faccia tornare, a sipendio decurtato, nella vecchia squadra.
Sarà il periodo, sarà cosa sarà, ma in questi giorni si stanno leggendo tante di quelle cose strane nel mondo del calcio che c’è veramente da chiedersi se abbamo a che fare con uomini fatti e finiti o con bambini troppo cresciuti.
La notizia del giorno (sempre che sia una notizia, il dubbio resta) è che Riyad Mahrez, giocatore del Leicester, per il quale la società ha rifiutato importanti proposte, dando a lui quotazioni altissime e forse un po’ fuori mercato.
Mahrez da tempo non si allena, è triste, anzi depresso perché non riesce proprio ad andare via. E dire che a Leicester e con il Leicester Mahrez ha vissuto le sue stagioni migliori, che, nonostante una certa discontinuità, lo hanno messo in cima ai desideri di molte squadre, a cominciare dalla Roma e dal Manchester City. Ma, dopo avere vinto il tiolo nazional,e le casse del Leicester si sono riempite e quindi con nessuna necessità di vendere. Ed allora, muso lungo, recriminazioni, proteste e tutto il campionario tipico di chi vuole fortissimamente una cosa e non la ottiene. Ora bisogna aspettare la prossima mossa di Mahrez e dei suoi procuratori, mentre il Leicester si avvicina a tagliare il suo stipendio settimanale, che non è proprio malaccio (100 mila sterline). C’è poi chi (Younes) dopo avere trovato un accordo con il Napoli ritiene di avere sbagliato e frigna adducendo gravi motivi familiari, cosa che sa tanto di scusa. Parliamo di gente che ha discusso, contrattato e detto di sì senza che qualcuno gli torcesse il braccio. Misteri della psiche umana. E in materia di scuse quella trovata da Oussama Tannane è la più stupefacente. Il giocatore – marocchino d’origine e passaporto olandese – ha giustficato il fatto di essere voluto tornare al Saint Etienne perché non si trovava bene con il Las Palmas, anche per l’ostacolo della lingua. Ma soprattutto perché, quando aveva firmato il contratto con la società della Liga, non sapeva che Las Palma è un’isola. Due le possibili spiegazioni: o Tannane è un idiota ed ignorante sesquipedale o ha la faccia di bronzo, per non dire altro. Ed infine c’è chi, come Fredy Guarin, che chiede di potere tornare all’Inter dopo due stagioni in Cina che hanno risolto i suoi problemi economici, come quelli dei suoi pronipoti (intesi come i figli dei figli dei figli)

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