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Damasco contro gli Usa: aggressione mostruosa, intervenga l'Onu

Raid degli Stati Uniti su miliziani filo-Assad, oltre 100 morti nel provincia di Deir Ezzor, nel nord della Siria

Miliziani filo Assad uccisi nei bombardamenti Usa
Miliziani filo Assad uccisi nei bombardamenti Usa

globalist

8 Febbraio 2018 - 20.59


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Ancora violenze in Siria. Gli Stati Uniti hanno compiuto raid aerei contro le forze di Bashar Assad nell’est del Paese, nella provincia di Deir Ezzor, in risposta a quello che hanno definito un “attacco immotivato” contro i combattenti curdi e arabi delle Forze siriane democratiche (Fsd), che da Washington sono appoggiate. Il tutto mentre il regime continua un’offensiva di intensità senza precedenti contro la Ghouta orientale, enclave in mano ai ribelli alle porte di Damasco, dove sono 200 i civili uccisi da lunedì, fra cui molti bambini.
L’attacco della coalizione anti Isis a guida Usa è giunto sullo sfondo delle tensioni fra Damasco e Washington legate al fatto che gli Stati Uniti accusano Assad e le milizie a lui alleate di avere incrementato l’uso di armi chimiche, accuse che il regime respinge.
Nella contingenza, l’attacco iniziale è stato compiuto mercoledì sera da forze leali ad Assad contro un impianto chiave di petrolio e gas, quello di Omar, uno dei più grandi in Siria (prima della guerra produceva 30mila barili al giorno), che si trova nella provincia di Deir Ezzor ed è controllato dalle forze curde Fsd sostenute dagli Usa. Il gruppo Fsd comprende una serie di milizie tra cui quella curdo-siriana Ypg. 
Secondo il comando centrale Usa Centcom, consiglieri della coalizione erano presenti nell’area attaccata: per questo “la coalizione ha condotto raid contro le forze per respingere l’atto di aggressione” contro il suo personale e quello delle Fsd che lo ospitavano. “Stimiamo che oltre 100 combattenti delle forze pro regime siano stati uccisi mentre affrontavano le forze della Fsd e della coalizione”, ha riferito un funzionario Usa. Damasco ha bollato la l’intervento Usa come “nuova aggressione”.
Intanto bombe sganciate dagli aerei da guerra del regime sono piovute per il quarto giorno consecutivo sull’enclave di Ghouta Est in mano ai ribelli, dove l’assedio da parte del governo che prosegue dal 2013 ha reso quasi impossibile l’accesso a cibo e medicine. Qui nella sola giornata di oggi, secondo i dati forniti dall’Osservatorio siriano per i diritti umani, sono stati uccisi 58 civili, tra cui una decina di bambini: questo porta a 207 i civili morti da lunedì nei raid aerei, che hanno provocato anche centinaia di feriti.
Ghouta orientale è una delle cosiddette zone di de-escalation sulle quali l’anno scorso si erano accordati Turchia, Iran e Russia. Proprio oggi Ankara ha annunciato che ospiterà un nuovo summit a tre per provare a porre fine alla guerra in Siria.

Damasco accusa: crimine di guerra

ll governo siriano ha condannato oggi i raid aerei compiuti ieri da aerei della coalizione internazionale a guida Usa sulle forze filogovernative nell’est del paese come “crimine di guerra”.
In una lettera indirizzata al Segretario generale delle Nazioni Unite, il ministero degli esteri ha dichiarato che l’attacco “rappresenta un crimine di guerra e un crimine contro l’umanità”.
La coalizione guidata dagli Stati Uniti ha detto oggi di aver effettuato attacchi aerei contro i combattenti filogovernativi per difendere i suoi alleati nella provincia orientale di Deir Ezzor. 



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