Così veleni e immondizia soffocano il Libano (e il mondo)

L'emergenza rifiuti in Libano è sintomo di una grande inefficienza della classe dirigente, come dimostrano le foto delle spiagge invase dai rifiuti in seguito a una tempesta

Un fotografo si fa strada nel mare di rifiuti
Un fotografo si fa strada nel mare di rifiuti
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24 Gennaio 2018 - 21.18


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Le foto impressionanti del New York Times delle spiagge invase dai rifiuti di Zouk Mosbeh, a pochi chilometri da Beirut, hanno risollevato un problema nazionale che da sempre affligge il Libano, ossia lo smaltimento dei rifiuti del paese. Una tempesta invernale ha trasformato infatti la spiaggia in un oceano di immondizia e il primo ministro Saad Hariri si è visto costretto a ordinare una pulizia straordinaria della spiaggia del distretto di Kaserwan, regione molto turistica del paese. Nonostante però le misure straordinarie, gli esperti sostengono che basterà un’altra tempesta per far riemergere le centinaia di tonnellate di rifiuti che sono il risultato dello sversamento in mare di una discarica vecchia di decenni.

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Il problema sembrava risolto con la costruzione di un muro di contenimento, che però ha ceduto, aggravando il problema e scrivendo un nuovo capitolo della crisi dello smaltimento rifiuti in Libano. E sono molti residenti che vedono in questo ennesimo episodio il simbolo del fallimento delle istituzioni libanesi.

Il problema dei rifiuti aveva raggiunto il suo picco nel 2015, tanto che era nato il movimento ‘You Stink’ (‘Tu puzzi’, letteralmente), che faceva riferimento sia all’enorme quantità di rifiuti che marcivano sotto il sole sulle spiagge, sia alla corruzione dilagante del governo libanese.

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L’ennesimo episodio ha inasprito il dibattito politico, anche in vista delle prossime elezioni parlamentarie: Samy Gemayel, parlamentare leader del partito Kataeb, ha chiesto le dimissioni di Tareq al-Khatib, attuale ministro dell’ambiente, per “l’evidente fallimento, nel corso del suo mandato, di prendere provvedimenti per arginare il problema dei rifiuti”. Da parte sua, al-Khatib ha risposto che è proprio il Kataeb, partito di orientamento cattolico che ha ottenuto dei seggi in Parlamento durante le elezioni del 2009, a causare il disastro ambientale.

Ma ad occuparsi veramente del problema sono in realtà gli attivisti ambientali. Come ha osservato Sammy Kayed, del Nature Conservation Center di Beirut: “i politici stanno usando il disastro dei rifiuti del Libano per riempire le loro agende politiche, ma non cambia mai nulla. Quanto accaduto a Zouk Mosbeh è solo una delle emergenze che il Libano deve affrontare. Se i politici volessero” ha concluso Kayed, “si potrebbero creare delle infrastrutture per il riciclo e il trattamento di rifiuti, che potrebbero diventare delle risorse per la nostra economia. Ma a nessuno sembra interessare”.

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