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Anna Frank, pesante richiesta per la Lazio: due partite a porte chiuse

La società si difende: impossibile perquisire dei delinquenti che avevano in tasca solo figurine di otto centimetri. Abbiamo fatto di tutto per evitarlo

I giocatori della Lazio con la maglia di Anna Frank
I giocatori della Lazio con la maglia di Anna Frank

globalist

20 Gennaio 2018 - 10.10


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E’ molto severa la richiesta della Procura della Federcalcio per la vicenda degli adesivi offensivi su Anna Frank per la quale è inquisita la Lazio. I pm della Federcalcio hanno chiesto per la Lazio due partitie da disputare a porte chiuse e una ammenda di 50 mila euro. “Viste tutte le attenuanti, abbiamo chiesto il non luogo a procedere”, ha dichiarato Gian Michele Gentile, avvocato della Lazio, uscendo dagli uffici del Tribunale federale nazionale, a Roma.
L’avvocato Gentile ha spiegato il punto di vista del club biancocelesti: “In nostra difesa abbiamo fatto tutto quello che si poteva: abbiamo seguito le istruzioni date dal gos (Gruppo operativo sicurezza, ndr) prima della partita e adottato tutte le misure possibili. Non avevamo la possibilità di perquisire 15 delinquenti che si sono portati dietro 23 francobolli, perché le misure di queste figurine erano di 8 centimetri per 6. Queste poi non sono state portate sugli spalti, ma buttate in terra nei corridoi dello stadio. Anche il rappresentante della procura federale in campo non ha visto niente”.
“Non avendo la società – ha detto ancora il penalista – la possibilità di perquisire il tifoso che va allo stadio, di fronte al delinquente che si porta la pistola o qualunque cosa che non si vede e non viene esposta al pubblico è evidente che ci sia una impossibilità di responsabilità. Ho aggiunto anche che secondo quelli che sono gli ultimi orientamenti della stessa procura, in caso di manifestazioni discriminatorie, viene calcolata anche la ricezione delle urla, dei buu o delle cose di questo genere. Per cui se è al di sotto di una certa percentuale, il 25-30%, non si procede. Queste figurine le avranno viste 30 o 40 persone e quindi anche sotto questo profilo ho chiesto il non luogo a procedere ed evitare qualunque erogazione di sanzione”.
La sentenza di primo grado è prevista per l’inizio della prossima settimana, nel caso di condanna sarebbe difficile per la Lazio riuscire a chiedere la sospensiva: “Giocando mercoledì – continua il legale biancoceleste – non credo che si siano i tempi per procedere. Vediamo che succede, perché ripeto è un episodio fuori da ogni precedente. Ho sollecitato il tribunale a dare particolare attenzione proprio per l’anomalia e l’eccezionalità dell’episodio”.

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