La denuncia della Ong: triplicati i civili uccisi dalle bombe da quando c'è Trump

Secondo l'organizzazione Airwars nell'ultimo anno in Iraq e Siria 6102 'non combattenti' uccisi dai raid. . Nel 2016 erano stati circa 2 mila

Le rovine di Raqqa
Le rovine di Raqqa
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19 Gennaio 2018 - 20.50


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La Ong inglese Airwars ha elaborato un censimento sul numero delle vittime civili in Siria e in Iraq nel corso del 2017. Secondo l’organizzazione, da quando è iniziata negli Usa la presidenza Trump, e quindi ha preso il via la massiccia campagna aerea per liberare due bastioni dell’Isis, Raqqa e Mosul, entrambe densamente popolate, il numero di non combattenti morti è triplicato, arrivando a 6.102, con 2443 feriti. Questo nel corso di 776 attacchi aerei. Secondo Airwars, le politiche per la protezione dei civili sono bruscamente diminuite da quando Trump è presidente.

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La situazione tra Siria e Iraq è stata comunque diversa: mentre il bilancio delle vittime civili – secondo l’Ong – è quadruplicato nel primo Paese con la battaglia di Raqqa, costata la vita ad almeno 1.450 civili, in Iraq è quasi raddoppiato. Secondo Airwars tra l’inizio della battaglia per Mosul il 17 ottobre 2016 e l’annuncio della liberazione a metà luglio 2017, tra 1.066 e 1.579 civili sono stati uccisi dai raid della coalizione

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