Effetto Trump: nel 2017 record di omicidi fatti da suprematisti bianchi

Nel primo anno di presidenza del miliardario il 59% dei casi di violenza politica opera dell'estrema destra. Ma è una tendenza che va avanti da dieci anni

I suprematisti bianchi

I suprematisti bianchi

globalist 19 gennaio 2018

L’organizzazione ebraica americana impegnata contro l’antisemitismo e l’estremismo, la Lega anti-diffamazione (Adl) alcune volte ha dato letture un po’ eccessive di alcuni episodi, soprattutto per quanto riguarda la questione Israelo-palestinese.
Ma i dati sono dati ed è difficile non vedere cosa sia accaduto durante il primo anno di presidenza Trump negli Stati Uniti, ossia un miliardario xenofobo di estrema destra che dalla campagna elettorale alla Casa Bianca non ha fatto altre che cavalcare odio e intolleranza: nel rapporto dell’adl emerge che nel 2017, la maggior parte degli omicidi di matrice estremistica perpetrati negli Stati Uniti è stata commessa da estremisti di destra, in particolare suprematisti bianchi.

In 20 casi su 34, ovvero il 59% - come scritto nel rapporti ripreso dai principali media americani -  gli assassini erano infatti mossi da ideologie che esaltano una presunta superiorità della razza bianca, xenofobe o antigovernative, un aumento percentuale significativo rispetto agli anni precedenti. Nove (il 26%) sono avvenuti invece per mano di estremisti islamici e cinque sono stati perpetrati da nazionalisti neri (15%).
«Questi dati ricordano con chiarezza che l’estremismo interno è una seria minaccia alla nostra sicurezza», commenta il ceo dell’Adl, Jonathan A. Greenblatt. «Non possiamo ignorare una forma di estremismo per concentrarci su un’altra. Dobbiamo contrastarle tutte», aggiunge. Una stoccata, però, va implicitamente a Trump: «Non possiamo ignorare il fatto che i suprematisti bianchi vengono incoraggiati e, come società, dobbiamo fare molta attenzione al loro reclutamento e ai raduni come quelli di Charlottesville», sostiene.
L’aumento della percentuale di omicidi da parte di suprematisti bianchi è da attribuire in parte al fatto che il 2016 era stato dominato dall’attentato di matrice islamista condotto da Omar Mateen al nightclub Pulse di Orlando, 49 vittime su un totale di 69. L’anno precedente, gli assassini condotti da estremisti islamici e suprematisti bianchi, invece, si eguagliavano (20). Sul periodo 2008-2017, però, l’estremismo di destra ha fatto il 71% delle vittime totali.
Va poi detto che proprio l'altro giorno la Ong Humans Right Watch aveva detto - con un chiaro riferimento a Trump - che il sorgere dell’intolleranza in molti paesi occidentali sta spianando la strada a leader autoritari e assassini”.


L’attacco frontale ai valori di inclusività, tolleranza e rispetto è dovuto, secondo Kenneth Roth, leader del gruppo, soprattutto all’elezione di Donald Trump, che “ha vinto le elezioni negli Usa con una campagna di odio contro gli immigrati messicani, i rifugiati mussulmani e altre minoranze razziali ed etniche, e con un evidente disprezzo per le donne”. Questa crescita esponenziale dell’intolleranza si riscontra soprattutto nella tendenza dei paesi occidentali a isolarsi: “Con gli Stati Uniti guidati da un presidente che mostra una preoccupante tendenza al bullismo machista e il Regno Unito impegnato con la Brexit, i due principali paesi garanti dei diritti umani in occidente stanno clamorosamente fallendo la loro missione”.