Cartolina da Gaza, miseria e stenti in un lager a cielo aperto

Le condizioni terribili nella Striscia sono ulteriormente peggiorate dopo lo strapo di Trump su Gerusalemme

Gaza

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globalist 14 gennaio 2018

Poveri, in miseria e in una prigione a cielo aperto, visto che dalla striscia di Gaza è ormai quasi impossibile muoversi tra frontiere quasi chiuse e blocchi navali.
Ma la situazione è quella che è da anni e certamente la scelta di Trump di riconoscere Gerusalemme quale capitale di Israele certamente ha continuato a esacerbare ancora di più gli animi.
Intanto il corpo di Ibrahim Abu Thuraya, il paraplegico palestinese di 39 anni morto il 15 dicembre durante incidenti con l'esercito israeliano lungo la linea di demarcazione con Israele, è stato riesumato dalle autorità mediche di Gaza per accertare la causa del suo decesso.
In un primo momento fonti palestinesi avevano accusato cecchini dell'esercito israeliano di aver ucciso intenzionalmente Abu Thuraya, che si trovava in un gruppo di dimostranti. Ma Israele lo aveva subito escluso, al termine di un'indagine preliminare condotta fra le forze presenti allora sul terreno. All'inizio del mese le autorità militari israeliane hanno reso noto di aver avviato una seconda fase di verifica per accertarsi se il suo decesso sia da imputarsi ad altri mezzi di dispersione usati in quella circostanza dai soldati.
Nel frattempo Abu Thuraya è divenuto un simbolo delle proteste palestinesi contro il presidente Usa Donald Trump per la sua decisione su Gerusalemme.