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Mancini a tutto campo: sì alla Nazionale e occhio ai giovani, ce ne sono di bravi

L'allenatore delle Zenith dice che fare il ct azzurro sarebbe un onore. Come presidente della Figc apre agli ex calciatori, a patto che abbiano passione e carismo

Roberto Mancini
Roberto Mancini

globalist

11 Gennaio 2018 - 10.38


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E’ più che una semplice ipotesi o apertura: Roberto Mancini vuole, fortissimamente, diventare il commissario tecnico della nazionale, anche se inten de rispettare il contratto che lo lega allo Zenith di San Pietroburgo. Lo ha detto chiaro e tondo a Luigi Garlando che lo ha intervistato per la Gazzetta dello Sport, cogliendo l’occasione per porgli domande su tutto il mondo del calcio, che Mancini conosce bene, da giocatore prima e da allenatore (di successo) dopo.
Nazionale: ”Allenare la Nazionale è bello. Sarebbe un onore, un orgoglio. E vincere un Europeo o un mondilae ancora di più”.
Giovani: ”Ce ne sono di bravi. Mi piacciono Belotti, Pellegrini, Romagnoli, che può crescee ancora tanto. E ogni stagione ne vengono fuori altri. Gli italiani hanno qualcosa di più”.
Presidente Figc: ”Mi piacerebbe vedere al lavoro ex giocatori, ma non solo per il fatto che lo siano stati. Solo quelli che hanno qualcosa da dare, con passione e carisma”.
Inter: ”Non ho visto l’Inter. Forse serve una punta rapida, alla Mertens, Salah. Gente che segna, vicina ad Icardi. Rafinha? Esperienza e qualità”.
Campionato: ”La Juventus è la più attrezzata e ha quella rabbia che le viene dalla storia. Non impari a vincere in cinque minuti”.
Napoli: ”Temo che possa patire le partite di coppa del giovedì, ma sono sicuro che resterà attaccato alla Juventus fino in fndoi”.
Mondiale: ”Lo vince il Brasile. Nelle qualificazioni è stato impressionante”.
Var: ”Avrei vinto e perso le stesse cose. Il campo dà sempre la sentenza giusta. Però l’aiuto della tecnologia mi piace”.

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