Nba: Babbo Natale sorride ai Warriors, sconfitti i Cavaliers di LeBron James

Con una eccellente prestazione in difesa, Golden State neutralizza gli attacchi di Cleveland, facendo dimenticare l'assenza di Stephen Curry

Duello Green-James

Duello Green-James

globalist 26 dicembre 2017

Sedersi davanti alla Tv (o, se si è fortunati e con il portafogli capiente, sulle seggiole dell'Oracle arena di Oakland) per godersi quanto di meglio oggi può offrire il basket. E così è stato perchè i Golden State Warriors e i Cleveland Cavaliers, una delle rivalità più recenti, ma non per questo meno aspre, della Nba) hanno dato spettacolo. Non tanto in termini di purezza del gioco (molte le palle perse e troppo basse le rispettive percentuali al tiro), quanto per la determinazione e la ferocia che è apparsa in molti frangenti.

Tutte e due le squadra non erano nelle migliori formazioni. Golden State da settimane deve fare a meno di Stephen Curry e nel quintetto base (orfano anche di Zaza Pachulia, comunque in panchina) c'erano anche Bell e McCaw. Come a dire che Kerr ha mischiato le sue carte. forse soprattutto per vedere quello che i suoi giocatori più giovani sono in grado di offrire alla squadra. Anche i Cavaliers avevano assenze di rilievo (Thomas, su tutti, che ha incitato i suoi per tutto l'incontro), ma lo spettacolo non ne ha risentito.
Certo, una cosa che balza agli occhi è che LeBron James, alla sua venernda età (agonistica), è in una forma strepitosa. Talvolta, anche lui è umano, ha bisogno di tirare il fiato, ma quando gioca sul serio non ce n'è per nessuno. Forse, però, alla fine la sua prestazione non ha inciso per come ci si aspettava, ma non sono certo partite come quelle di Natale che possono dar responsi definitivi.
Quel che appare comunque evidente è che quando ci si mettono i Warriors riescono ad asfissiare gli attacchi avversari, pur mancando, come accaduto ieri, di un Curry di cui tutti magnificano le doti di attaccante, ignorando il decisivo apporto nello sporcare le linee di passaggio degli avversari.
Ma se Durant fa Durant, sei Klay Thompson comincia a sminuzzare le difese con i suo tiro dalla distanza, se Draymond Green veste i panni del leader emotivo, i Warriors restano superiori agli altri.