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Dalla Svizzera all'Isis: scoperto un traffico di munizioni con l'Iraq post-Saddam

Una azienda elvetica, non attiva dal sette anni, nel mirino della magistratura di Basilea e del Governo. Con una società britannica e una americana ha fatto arrivare 5 milioni di pallottole

Dalla Svizzera all'Isis: scoperto un traffico di munizioni con l'Iraq post-Saddam

globalist

25 Dicembre 2017 - 10.45


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”Importazione ed esportazione, vendita di utensili e attrezzature per officina, articoli per la casa, attrezzi da giardinaggio. L’azienda può rilevare rappresentazioni commerciali e industriali. Ha anche lo scopo di attrezzare e confezionare prodotti. Può subentrare o partecipare alla gestione delle società”: questo è il profilo che, alla Camera di Commercio di Basilea, accompagnava il profilo della Tradequell AG, una società non più attiva dal 2010, ma che, negli anni precedenti, era evidentemente in grado di lavorare ed in modo spregiudicato.
Come definire altrimenti una operazione che per le autorità elvetiche era illegale, avendo fatto arrivare in Irak, nel 2004 (cioè a guerra finita), la bazzecola di cinque milioni di munizioni?
Una transazione di valore economico incerto (e comunque da spartire tra più soggetti) perché l’operazione è venuta a galla da poco ed ora spetta alle autorità svizzere accertare tutti i singoli passaggi. Anche perché la natura illecita dell’operazione è resa certa dal fatto che la Tradewell Ag non poteva entrare in acquisti e vendita di armamenti ed invece lo ha fatto.
La partita di munizioni sarebbe di fabbricazione serba e la relativa vendita all’Irak sarebbe stata resa possibile grazie alla collaborazione di una azienda americana. Con quale suddivisione di ruoli è ancora difficile da accertare. Di certo, secondo quando scritto nel rapporto “Weapons of the Islamic State”, pubblicato dall’Ong Conflict Armament Research (CAR), il materiale era destinato alle forze di sicurezza irachene, in quel periodo non certo un modello di organizzazione ed impermeabilità a pressioni esterne.
La Tradewell Ag e la società americana – in accordo con un’altra società, questa volta britannica – avrebbero ricevuto un’autorizzazione di vendita e di consegna dal comando di transizione di stanza all’epoca in Iraq. Ma da parte di chi?
In Svizzera per «commercio di materiale bellico» o per «mediazione di materiale bellico» è necessaria un’autorizzazione rilasciata dalla Segreteria di Stato per l’economia, che, stando a quello che riferisce un portavoce, non ha mai rilasciato un documento del genere.

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