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L'urna sorride alle italiane di Champions: in Europa League Atalanta con il Borussia

La Juve pesca il Tottenham; la Roma gli ucraini dello Shakhtar. Avversari accessibili per Napoli (Lipsia), Lazio (Steaua Bucarest) e Milan (Ludgorets)

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11 Dicembre 2017 - 14.22


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La Juve pesca il Tottenham; la Roma gli ucraini dello Shakhtar. Avversari accessibili per Napoli (Lipsia), Lazio (Steaua Bucarest) e Milan (Ludgorets)

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Juventus-Tottenham; Basilea-Manchester City; Porto-Liverpool; Siviglia-Manchester United; Real Madrid-Psg; Shakhtar-Roma; Chelsea-Barcellona; Bayern-Besiktas: questi gli accopiamenti per gli ottavi di Champions club. Un’urna, quella di Nyon, che sorride a Juventus e Roma cui la sorte ha riservato avversari impegnativi, come è giusto che sia arrivati a questa fase della competizione, ma non certo durissimi, come pure era possibile. Certo impegni meno duri di quelli che vedranno incrociare le spade Real Madrid e Psg e, poi, Chelsea e Barcellona.
I bianconeri hanno pescato il Tottenham di Pochettino, che per fortuna della Juve, quest’anno ha dimostrato di non essere brillante come nel recente passato.
Lo stesso Kane, che lo scorso campionato faceva sfracelli, traducendo in rete qualsiasi palla gli arrivasse a portata di piede sembra avere enormi difficoltà ad inquadrare la rete avversaria. E’ un po’ quel che sta accadendo a chi, cannoniere prolifico in una squadra di seconda fascia, ambisce a passare in una formazione più forte ed inevitabilmente entra in una fase poco brillante. E’ successo a Jamie Vardy, del Leicester dei miracoli targato Ranieri, sta accadendo ora a Kane.
Il Tottenham è comunque una squadra da prendere con le molle perché ha in panchina un allenatore molto intelligente, Mauricio Pochettino, che gioca con la stessa rosa ormai da anni e quindi sa mettere in campo sempre formazioni molto pericolose. Anche perché, attorno a Kane, ruotano giocatori capaci di grandi prestazioni. A partire da Dele Alli, che quest’anno pare in crisi di crescita, ma è sempre potenzialmente letale se arriva in area piccola. Occhio anche a Christian Eriksen, centrocampista dal tipo potente ancorché preciso, ad Erik Lamela, sulla via del recupero pieno, ed anche a Fernando Lorente, che in casa Juve ha lasciato tanti estimatori. Il recente 5 a 1 rifilato allo Stoke City non inganni. Il Tottenham non sa solo attaccare, ma anche difendersi con ordine.
Alla Roma lo Shakhtar potrebbe andare bene, anche se non crediamo che Eusebio Di Francesco sottovaluerà gli ucraini, che tra gli scalpi più recenti possono esibire anche quello del Napoli. Finita l’era di Mircea Lucescu, forse si pensava che per i neroarancio ucraini potesse cominciare una parabola discendente. Ed invece l’allenatore Paulo Fonseca ha saputo mettere in campo un gioco brioso, solo apparentemente poco attento alla fase difensiva. Per strada lo Shakhtar ha perso Dario Srna, l’esperto difensore croato (35 anni), per una confusa storia di doping. Una perdita grave perché Srna era un concentrato di esperienza, leadership e forza. Ma in rosa Fonseca ha altri ottimi giocatori, nel tradizionale mix di calciatori dell’Est Europa e sudamericani, i quali ultimi, acquistati a pochi euro e rivenduti a peso d’oro, sono una miniera per una società che, giocando in un campionato minore, non è che abbia questi grandi introiti.
Per quanto riguarda l’Europa League, l’Atalanta ha pescato l’avversario forse sulla carta tra i più complicati, anche se il Borussia Dortumd di questa stagione non è certamente quello di quando contendeva al Bayern – spesso perdendo comunque – la vittoria in Bundesliga. Avversaria tedesca anche per il Napoli cui forse poteva andare meglio, visto che arrivava dai gironi di Champions. Dovrà affrontare il Lipsia (anch’esso ‘retrocesso’) in uno scontro che non è impossibile, ma che nasconde qualche insidia, soprattutto quando si tratterà di rendere visita ai tedeschi.
Decisamente bene è andata a Lazio (con la Steau Bucarest, con l’andata fuori casa) ed al Milan (con i bulgari del Ludogorets, da non prendere affatto sotto gamba).

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