Algeria: vogliamo accedere agli archivi trafugati dalla Francia dopo l'Indipendenza

Una ferita aperta da 50 anni. Sino ad oggi, nonostante la battaglia portata avanti dagli storici ed dagli analisti, solo il due per cento degli archivi restituito all'Algeria

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6 Dicembre 2017 - 14.28


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Un Paese ha diritto a conoscere tutto del suo passato: è su questo punto che l’Algeria, ormai da cinquant’anni, chiede invano alla Francia di potere rientrare in possesso dei suoi archivi, frettolosamente trasferiti sul suolo francese all’indomani dell’Indipendenza.
L’Algeria. come ha detto il ministro dei mujaheddin ( i combattenti algerini dell’Indipendenza), Tayeb Zitouni, ha recuperato solo una piccola parte dei suoi archivi.
Addirittura gli archivi restituiti all’Algeria dalle autorità francesi, per costruire relazioni politiche meno condizionate dalla tensione che li ha sempre contraddistinti, sarebbero solo il 2 per cento del totale.
Il problema è tornato d’attualità nelle ore in cui il presidente francese sta facendo la sua seconda visita in Algeria dall’inizio del suo mandato.

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Se ne discuterà nel corso degli incontri di Algeri? Se lo stanno chiedendo in molti, ma, come scrive oggi il quotidiano riformista El Watan, con una delle sue firme più prestigiose, l’analista Nabila Amir, ”gli storici e gli osservatori della scena politica non hanno troppe illusioni, dubitano molto che questa domanda sia evocata dalle due parti”. Lo storico Mohamed Corso, da parte sua, ritiene che non vi sia la volontà politica necessaria da parte delle autorità algerine per il recupero degli archivi saccheggiati dalla Francia
“È vero che il problema degli archivi emerge in ogni occasione, le autorità pubbliche ne parlano, ma non si fanno sentire. Parlare è una cosa e agire e fare rumore è un’altra azione “, dice Corso che trova deplorevole che l’Algeria abbia aperto le sue porte agli investimenti francesi ignorando la storia e la memoria offesa e disprezzata.
Corso ricorda che il problema degli archivi è stato posto con insistenza alla fine degli anni 1970 e all’inizio del 1980, periodo corrispondente alle elezioni presidenziali in Francia. “Non c’era dubbio per i candidati dell’epoca, vale a dire Valéry Giscard d’Estaing e François Mitterrand, che nemmeno un solo archivio doveva essere trasferito in Algeria perché, per loro, le voci dei pied-noirs erano più importanti. “. In ogni caso, come dice il direttore generale degli Archivi nazionali algerini, Abdelmadjid Chikhi, il recupero “non si limita ai documenti dell’amministrazione, ma copre anche i manoscritti, i documenti scientifici e i pezzi archeologici che hanno trasferito in Francia “.
Documenti che, per Chikhi, provano che ”il popolo algerino non era ignorante e che contò molti scienziati che lo caratterizzarono rispetto ad altre nazioni”. 

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