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Arresti in Spagna e Marocco di affiliati all'Isis: facevano proselitismo sul web

In manette sono finiti in quattro. Uno di loro aveva oltre trecento profili sui social network grazie ai quali fidelizzava aspiranti terroristi, aggirando ogni ostacolo telematico

La strage di Barcellona
La strage di Barcellona

globalist

5 Dicembre 2017 - 16.47


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Le polizia spagnola e marocchina ha arrestato, questa mattina, quattro persone per presunti legami con lo Stato islamico. Secondo quanto riferisce l’agenzia spagnola Efe, gli arresti sono avvenuti nella periferia di Madrid, a Figueras (nella provincia catalana di Girona) ed a Tangeri.
Secondo fonti spagnole, gli arrestati ”rappresentavano una minaccia significativa per la sicurezza dello Stato spagnolo, incitando direttamente a compiere attacchi”.
Secondo il Ministero dell’Interno spagnolo, la persona arrestata a Tangeri è un membro pericoloso e noto dell’organizzazione terroristica, amministratore di oltre 300 profili sui social network. Era il più ricercato dei quattro dalla polizia in diversi Paesi per il lavoro di propaganda che stava facendo.
Stava sviluppando rapporti giornalieri per radicalizzare il maggior numero di utenti di Internet che lo seguivano sui social network. Nonostante la chiusura dei suoi vari profili, era riuscito a usare codici e acronimi che permettevano ai suoi abbonati di accedere ai contenuti pubblicati.
Le due persone arrestate a Figueras – due fratelli di origine marocchina di età compresa tra i 30 ei 31 anni – erano impegnate nella gestione di un’importante rete di comunicazione finalizzata a rafforzare la propaganda di Daesh. Da marzo 2016, erano riusciti a pubblicare messaggi su Internet, compresi i social network e gli instant messenger. Tra i contenuti diffusi, gli investigatori hanno trovato manuali didattici su come costruire esplosivi artigianalmente, su come commettere omicidi di civili usando pugnali e sull’addestramento dei combattenti islamici.
Il quarto uomo, un quarantaquattrenne arrestato nel comune di Parla, alla periferia di Madrid, è anche lui d’origini marocchine, ma naturalizzato. Secondo gli inquirenti, era in una fase avanzata di radicalizzazione e aveva cercato di ottenere il favore di possibili complici con i quali aveva pianificato di effettuare attacchi.
 

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