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Aids: Russia a rischio epidemia, centomila nuovi casi all'anno

In maggioranza si tratta di tossicodipendenti. Molte le prostitute affette da Aids o Hiv, nella quasi totale assenza delle campagne di sensibilizzazione al problema.

Irina Maslova, ex prostituta, che assiste i malati di Hiv e Aids
Irina Maslova, ex prostituta, che assiste i malati di Hiv e Aids

globalist

1 Dicembre 2017 - 17.23


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L’Aids continua a espandersi in Russia, dove si contano centomila nuovi casi all’anno e davanti a questa situazione le risposte dello Stato sembrano poco efficaci.
Davanti alla legge russa, che ufficiamente persegue la prosituzione, le donne che la praticano sembrano essere le più esposte al contagio. ”Rosa d’argento” è una ong che opera a San Pietroburgo e fornisce asisstenza alle prostitute. Settemila di loro sono assistite dall’associazione. Masha, una operatrice della ”Rosa d’argento”, ogni notte a bordo di un camper attrezzato fa il giro dei luoghi dove si riuniscono le prostiture, porta loro dei preservativi, offre loro test per l’accertamente dell’ HIV e altre cure sanitarie. Il tutto nella massima discrezione, lontano dagli occhi della polizia, che comunque sembra essere ragionevonelmente tollerante.
La paura non sembra allontanare le donne dalla strada. Anzi ce ne sono che vogliono entrare nel mercato del sesso e chiedono assistenza alla ”Rosa d’argento”. Quando un consulente chiede a due loro se sanno cosa sia l’Aids dicono di non saperne nulla, come se vivessero in un’altra dimensione.
L’organizzazione è stata creata nel 2003 da Irina Maslova, che è stata una prostituta per sei anni, e secondo cui ”la Russia sta vivendo un’epidemia di Aids perché rifiuta di affrontare la realtà”. Per le strade vengono offerte ragazze a 1100 rubli, l’equivalente di una ventina di dollari.
Per proteggere legalmente i malati di Aids (prostitute, omosessuali, tossicodipenti) è stata creata una rete composta da otto avvocati. Anche perchè, dice Mikhail Golichenko che coordina da Toronto la rete di assistenza legale, ”le persone che fanno uso di droghe sono considerate criminali e tutti i modi per gestirle sono illegali”. Una cosa che ”li rende completamente vulnerabili all’Hiv e all’epatite C. In Russia, ciò che spiana la strada all’Hiv è l’oppressione, le violazioni dei diritti umani. Ecco perché l’assistenza legale diventa essenziale per la lotta contro l’AIDS. “
In Russia, la metà di tutti i nuovi casi di Aids sono conseguenza della droga, perchè non disinfettano le siringhe o le loro ferite. In Russia, poi, il metadone – usato per aiutare la dintossicazione – è illegale.
Secondo le ultime stime, in Russia un milione e mezzo di persone vive con l’Hiv o l’Aids, con un aumento di infezione che aumenta del 10-15% all’anno.
L’azione dei media, peraltro, è praticamente nulla: le campagne di informazione pubblica descrivono fedeltà o astinenza come le uniche armi per combattere il contagio.

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