I superstiti del Bataclan nella Guadalupa per curare le ferite psicologiche

Per dieci giorni test clinici sui benefici dell'immersione subacquea contro il disturbo post-traumatico da stress

Feriti dopo l'attentato al Bataclan

Feriti dopo l'attentato al Bataclan

globalist 27 novembre 2017

Dimenticare è dura. Perché molti sopravvissuti si sentono in colpa per non essere morti, soprattutto se a morire è stato un loro amico o conoscente o un familiare: adesso una trentina di superstiti degli attentati parigini del 13 novembre del Bataclan partecipano attualmente in Guadalupa a test clinici sui benefici dell'immersione subacquea contro il disturbo post-traumatico da stress (Dpts).
Battezzata Divhope - un tuffo nella speranza - il progetto promosso il progetto promosso dall'associazione Life for Paris e finanziato per un totale di 150.000 euro dalla Fondation d'Aide aux Victimes du Terrorisme (Favt) durerà fino al 30 novembre.
Ai test partecipano sub professionisti e medici specializzati nello stress post-traumatico. Per dodici giorni, i pazienti rispondono a dei questionari sul loro benessere psicologico, sociale e affettivo. Un orologio e un sensore, misurano la variabilità della loro frequenza cardiaca. Ripetere le immersioni dovrebbe contribuire a placare lo stress. La speranza è ottenere risultati significativi per ampliare lo studio ad altri individui, come militari o vigili del fuoco.