Top

Lazio, che cinquina! Le Pagelliadi

I biancocelesti hanno cacciato le streghe non solo di Benevento ma anche quelle della tempesta mediatica di questi giorni.

Luís Carlos Almeida da Cunha, detto Nani
Luís Carlos Almeida da Cunha, detto Nani

Francesco Troncarelli

30 Ottobre 2017 - 00.19


Preroll

9 a Nani Moretti
Con l’ottavo successo consecutivo (Campionato e Europa), la Lazio ha cacciato le streghe non solo di Benevento ma anche quelle della tempesta mediatica che suo malgrado, l’hanno accompagnata in questi giorni. E’ stata una vittoria annunciata, data la modestia dei combattivi avversari, in cui gli Inzaghi boys hanno sfoggiato le doti migliori del loro repertorio, ovvero classe, fraseggio, reti. Sono andati insomma tutti bene, ma la copertina è d’obbligo per il fantasista portoghese che entrato negli ultimi venti minuti, ha mostrato numeri da campione suggellati da un gol fantastico. Ora più che mai, s’annamo a divertì, Nanì Nanì!
8 e mezzo a c’ pienz tu Cirù? (cit. Gomorra)
I tre pali in 55 minuti (record storico) sono definitivamente archiviati. Con tre assist vincenti ed una rete al bacio, il bomber de noantri ha dimostrato che è vivo e lotta insieme a noi. Ciro sei nu’ babà.
8 a Bastos e avanzos
Terzo gol, secondo consecutivo. L’asso di bastoni angolano c’ha preso gusto. Come Alfonso Signorini al Grande Fratello Vip che taglia e cuce su tutti che è ‘na bellezza.
7 e mezzo a Marussic? No dormo in piedi
Da sega internazionale a internazionale che sega. Sembra un gioco di parole ma è così. Il capoccione è veramente una piacevole realtà. Come la ciociara di “Tale e quale” che oltre al “do di petto” ha mostrato qualità nascoste e impensabili.
7 e mezzo a Lupo Alberto
Vuolse così e colà dove non si puote e come ei volle che ci vorrebbe il poeta per descrivere le sue prodezze. Geometrie deliziose ai confini della realtà e della fisica. Il compianto Einstein je spiccerebbe casa.
7+ a dillo a Parolo tuo
Il ritorno dello stakanovista. Come Berlusconi. Adesso in politica e il re del bunga bunga a dare le carte. Come lo stacanovista in campo, appunto.
7 ad Anticoli Corradu
Innamoradu, sempre di più, di questa Aquila che vola sempre più suuuu. Alla faccia dei gufi e de chi ce vo’ male. Tiè.
7 a Lukakau meravigliau
Con quei due tunnel e quelle discese alla baionetta, la fascia sinistra è sua. Altro che Bersani, D’Alema, Pisapia e Renzi. Ops Renzi, lui è escluso, non c’azzecca con la sinistra.
7- all’Olandese volante
Una sola svista, in occasione dell’illusoria rete sannita. Una sola, ma inammissibile per uno come lui. Come quella commessa da Bruno Vespa nel trattare la riforma elettorale del Rosatellum: non c’aveva er plastico.
6 e tre quarti a Sylva Strakoshina
Nel primo tempo ha dominato e vinto il torneo di scopone scientifico coi fotografi assiepati dietro la sua porta. Impegnato con la premiazione (una caciotta), si è lasciato sfuggire il tiro di Lazzaro, che miracolato da quella rete si è finalmente alzato e ha camminato come il suo avo. Le parate successive hanno rimesso tutto a posto. Come ha fatto Gentiloni con Visco alla Banca d’Italia.
6 e mezzo a monsignor Milingo
Molto bene come Sergente, a tratti come Esorciccio, sostituito come sa-sa-sa- prova microfono-Savic. Provaci ancora bello de casa.
6 e mezzo a Lucas 2 (quello vero)
Da quando il mister gli ha dato la Leiva del centrocampo, è tutta un’altra musica. Ora si vince e si ride, prima con l’altro Lucas si perdeva (finali) e si piangeva.
6 e mezzo a veni, vidi, Lulic al 71°
Nei secoli fedele. Avete presente Pippo Baudo per la Rai?
6 a Cavacieco Caceido
Pochi minuti per partecipare al trionfo. Né più né meno di Ornella Muti nel cast di “Sirene”. Se non ci fosse stata sarebbe stato lo stesso.

OutStream Desktop
Top right Mobile

Appunti di gioco
di Roberto Taglieri

Middle placement Mobile

E’ una vittoria facile quella della Lazio a Benevento. Al “Ciro Vigorito” una gara quasi senza storie vede i biancazzurri nel primo tempo già in vantaggio per 3 reti a 0, grazie a Bastos, Immobile e Marusic, nella ripresa poi un gol di Lazaar accorcia ma Parolo e poi Nani ristabiliscono le distanze per l’ 1-5 finale. Per l’anticipo di pranzo dell’undicesima di Campionato De Zerbi è senza Costa, D’Alessandro acciaccati e Lucioni, squalificato: alla ricerca dei primi punti in serie il mister giallorosso manda in campo davanti Iemmello e Memushaj. Nella Lazio invece squadra che vince non si cambia: Inzaghi si presenta in Campania senza turnover; giocano gli stessi di Bologna per il classico 3511. Inizio a spron battuto per i biancazzurri, che in scioltezza vanno subito in vantaggio: la sponda di testa di Immobile è per Bastos, che con un rimpallo sotto porta sblocca la gara. C’è gran divario tra le due squadre, con la Lazio che mette subito le cose in chiaro e al 13’ già chiude la partita. Immobile sul passaggio filtrante di Milinkovic con un rasoterra diagonale batte Brignoli per la seconda volta e di fatto rende ai biancocelesti la partita in discesa. Al 24’ Lulic scende sulla fascia, il passaggio è per Immobile, che è altruista e mette in mezzo per l’accorrente Marusic, che a porta vuota non può fallire il tris. La Lazio gioca al piccolo trotto, abbassa i ritmi a suo piacere e non consente alcuna manovra pericolosa al Benevento; il sinistro di Milinkovic al 38’ trova il portiere giallorosso ed è questa l’ultima opportunità laziale prima del termine del primo tempo. De Zerbi nella ripresa lascia fuori Memushaj per Ciciretti ed al 47’ il Benevento rischia di segnare con una serie di lisci sotto porta che potevano avere effetto migliore. Lazaar al 53’ va al colpo di testa che impegna per la prima volta Strakosha e poco dopo sempre Lazaar sigla la rete che accorcia, con un destro fortissimo che trafigge il portiere. Iemmello sfiora la deviazione su assist di Ciciretti al 63’ ed ora il Benevento sembra davvero un’altra squadra. I difetti di concentrazione laziali, già visti anche a Bologna, riappaiono tutti, ma al momento giusto Parolo piazza il colpo del ko su assist del nuovo entrato Nani e ora per i sanniti non c’è più speranza. Ciciretti all’82’ calcia benissimo una punizione che sfiora il palo, poi Immobile impegna in corner Brignoli, ma i padroni di casa non si arrendono e ancora con Ciciretti impegnano Strakosha. All’ 86’ freddissimo Nani sotto porta prima finta, poi calcia rasoterra e firma la manita laziale. Il Benevento deve arrendersi di fronte ad una Lazio troppo superiore. Una partita pure in alcuni frangenti avvincente, ma con la Lazio che ha sovrastato gli avversari in tutto; troppa differenza tra le due squadre e risultato perciò mai messo in discussione. Undicesima sconfitta in altrettante gare per i giallorossi: mai così male una neopromossa. Biancazzurri invece alla sesta vittoria consecutiva, otto se si includono le coppe, 28 punti e 30 reti siglate in Campionato: una partenza a razzo per la formazione biancazzurra, che domenica prossima se la vedrà in casa contro l’Udinese, ma prima c’è il Nizza all’Olimpico col morale a mille.

Dynamic 1

BENEVENTO LAZIO 1–5 4’ Bastos 13’ Immobile 23’ Marusic 55’ Lazaar 75’ Parolo 86’ Nani
BENEVENTO: Brignoli, Venuti, Antei, Di Chiara, Lombardi (78’ Letizia), Chisbah, Viola, Lazaar, Cataldi, Iemmello (67’ Coda), Memushaj (46’ Ciciretti). All: De Zerbi
LAZIO: Strakosha, Bastos, De Vrij,Radu, Marusic, Leiva (81’ Caicedo), Parolo, Milinkovic (58’ Lukaku), Lulic (70’ Nani), Luis Alberto, Immobile. All: Inzaghi
Arbitro Giacomelli

 

Dynamic 2

 

 

Dynamic 3

 

 

Dynamic 4
Native
Box recommendation

Articoli correlati

Outofpage
WebInterstitial Mobile