Qui Barcellona. Diario dalla Catalunya: l'intero scacchiere politico ora vacilla

La quotidiana corrispondenza-testimonianza di Andrea Lapponi da Barcellona. "Qui viviamo con il peso del 155 sul collo. Tanti i dubbi e le incertezze"

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21 Ottobre 2017 - 14.37


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di Andrea Lapponi

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Proprio mentre sto scrivendo, si sta svolgendo il consiglio dei ministri straordinario, che decreterà l’applicazione dell’articolo 155. Per il momento non si sa esattamente in cosa consisterá, però le voci nei corridoi dei palazzi del potere dicono che si interverrà sulle finanze catalane (atto formale, visto che è già coì da fine settembre), si prenderà il controllo dei Mossos D’esquadra e delle radio e televisioni pubbliche catalane, per seguire con le elezioni anticipate in gennaio nella comunitá autonoma. Non si parla ancora della scuola pubblica, ma sono forti i timori da parte della comunitá educativa.
La “Fiscalia” ha annunciato che non manderà più “fiscales” a fare conferenze e corsi alla scuola di polizia dei Mossos d’esquadra, mentre il Major de los Mossos nell’interrogatorio, di fronte al giudice, ha dichiarato che i rapporti della Guardi Civil sono incompleti ed in alcune parti falsi.
La Fiscalia sta preparando un’imputazione per “ribellione” nel caso fosse dichiarata l’indipendenza dal parlamento catalano.
Questa mattina, nel recinto dello stadio olimpico di Montjuic, c’è la festa di Super3, la televisione per i bambini catalana. La festa si svolge tutti gli anni per due giorni, con disperati genitori trainati a forza da migliaia di piccoli euforici. Quest’anno però nella giornata terminerá anticipatamente alle 14 per non coincidere con la grande manifestazione del pomeriggio per la liberazione dei due Jordi arrestati. Non tanto per timore di scontri, visto che la Guardi Civil oggi dovrebbe rimanere confinata nelle navi da crocera ormeggiate, ma piuttosto per permettere anche alle famiglie di partecipare alla manifestazione.
La “Fondazione Francisco Franco” (finanziata con denaro pubblico) chiede di promuovere una legge che renda reato l’insulto alla memoria del dittatore, mentre un ministro del governo insiste nel chiedere che i partiti indipendentisti siano dichiarati illegali.
Continuano gli atti di squadrismo, una giornalista denuncia che durante una manifestazione unionista, le macchine venivano fatte passare solo se i conducenti gridavano “viva españa”, e quando si sono accorti che lei faceva le riprese l’hanno minacciata con i bastoni facendole baciare la bandiera spagnola.
Nello scacchiere politico intanto si muovono differenti equilibri: la sindaca di Barcellona Ada Colau ha annunciato che se il partito socialista catalano appoggerà il 155 (come farà il partito gemello spagnolo, il PSOE), romperá l’accordo con il PSC, il che comporterá una probabile caduta del governo municipale. All’interno del PSC ci sono fortissime spaccature sull’argomento.
Anche a livello del governo centrale potrebbero esserci importanti novitá, visto che il PNV (partito nazionalista basco) ha annunciato che non sosterrá il 155, ma neanche “los presupuestos” (legge di bilancio), il che farà eventualmente cadere la maggioranza al governo, a meno che i socialisti arrivino addirittura a sostenere Rajoy per evitare elezioni anticipate anche in Spagna.

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