I catalani in piazza accusano Rajoy: un colpo di stato, siamo tornati al franchismo

Proteste in molte città della regione secessionista. Podemos critica: sospesa la democrazia in Catalogna e in Spagna

Carles Puigdemont durante la manifestazione contro la scelta di Madrid
Carles Puigdemont durante la manifestazione contro la scelta di Madrid
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21 Ottobre 2017 - 12.55


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Puigdemont, dopo all’annuncio del premier spagnolo Mariano Rajoy. “Tutto questo puzza di franchismo, siamo tornati al 1975 – ha detto il portavoce del partito nella Camera alta del Parlament di Barcellona, Josep Lluis Cleries – Hanno usurpato il potere del governo della Catalogna, coprendosi falsamente con l’articolo 155”.
Cleries ha anticipato che il governo non resterà “con le braccia incrociate”, ma non ha precisato se Puigdemont proclamerà unilateralmente l’indipendenza.

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Decine di migliaia di catalani si trovano sul Passeig de Gracia, nel centro di Barcellona, dove è iniziata verso le 17:00 la grande manifestazione convocata dal Tavolo per la Democrazia contro il commissariamento della Catalogna deciso da Madrid e contro la detenzione dei due leader indipendentisti Jordi Sanchez e Jordi Cuixart. Fra i manifestanti c’è anche il presidente Carles Puigdemont, che è stato accolto ma applausi e grida di appoggio, e ha preso la testa del corteo.

Podemos è “sotto shock” davanti alla “sospensione della democrazia non solo in Catalogna ma anche in Spagna”, ha affermato il numero due del partito ‘viola’ Pablo Echenique dopo l’annuncio delle misure decise da Madrid contro la Catalogna. Le misure annunciate dal governo di Madrid sono “un colpo di stato contro il popolo della Catalogna”, ha affermato il deputato del Pdecat, il partito del presidente Carles Puigdemont, Josep Lluis Cleries.

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Le misure annunciate “sanno di franchismo, è un ritorno al 1975”, ha accusato il parlamentare del Pdecat, il partito del presidente Carles Puigdemont, Josep LluisCleries. 

L’associazione della stampa della Catalogna ha denunciato la presa di controllo da parte dei rappresentanti dello Stato spagnolo delle Radio-tv pubbliche catalane, Tv3 e Catalunya Radio, prevista dal pacchetto di misure di commissariamento annunciato oggi da Madrid. Per l’associazione si tratta di “un attacco alla libertà di espressione”.

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